Quindi il Consiglio di Guerra rivolgevasi a tutti i militari che si trovavano alle lor case onde accorressero ai soccorsi della patria, pubblicando il seguente invito:

Italia libera.

I Milanesi domandano il concorso degli ufficiali e soldati in pensione ed in permesso. Non è mai un delitto difendere la patria.—Viva Pio IX.

I Membri del Comitato di Guerra
Cattaneo, Cernuschi, Terzaghi, Clerici

Onde ottenere poi l'effetto della dedizione che il Municipio voleva fare del paese a re Carlo Alberto, il Consiglio di Guerra cercò dimostrare che esso si rivolgeva a tutti i popoli anzichè ad un principe solo, onde rimuovere ogni suscettibilità politica e dinastica in Italia. Col mezzo aereostatico diffondeva quindi il seguente proclama:

ITALIA LIBERA
Viva Pio IX

La città di Milano per compiere la sua vittoria e cacciare per sempre al di là delle Alpi il comune nemico d'Italia, domanda il soccorso di tutti i popoli e principi italiani, e specialmente del vicino e bellicoso Piemonte.

21 marzo.

Milano entro la cerchia del naviglio era quasi tutta liberata; pochi luoghi rimanevano a guadagnarsi.

Il Tribunale criminale era stato con grave pericolo dell'ordine pubblico abbandonato dalla truppa sin dal giorno precedente: avean potuto le guardie carcerarie contenere i detenuti all'obbedienza nascondendo loro la partenza della truppa; ma, occupato il Tribunale dal popolo, nel suo entusiasmo ritenne dover essere suo primo atto quello di aprir le prigioni dei detenuti politici e di rimetterli in libertà; come ne li pose bentosto. Essi erano: Filippo Villani, Luigi Ancona, Gallardi, Enrico Rivolta, Zanelli Francesco, Acerbi Giovanni, Filippo Fornara, Manfredo Camperio, Andrea Ponzio, Giovanni Grassi, Alessandro Borgazzi, Ercole Salvioni, Sac. Giuseppe Brambilla, Carlo Scanziani, Achille Volpi, Carlo Seldati, Pietro Cova, Giovanni Barbieri e Angelo Maroni.