Dall'Alpi a Sicilia
Ovunque è Legnano,
Ogni uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I vespri sonò.

Stringiamci, ecc.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco
Bevè col Cosacco,
Ma il sen le bruciò.

Stringiamci, ecc.

Evviva l'Italia,
Dal sonno s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
Chè schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci, ecc.

De' morti nella rivoluzione non scordossi Milano, ma nel 4 di aprile seguente celebrò solenni esequie nella Metropolitana. Affinchè questa pietosa funzione procedesse con quell'ordine severo che la solenne circostanza richiedeva, alle diverse Magistrature e Rappresentanze era stato fissato di raccogliersi alle ore 10 precise del mattino in tre diversi punti della città onde portarsi in ordinata schiera al Duomo, e rendere così più solenne e maestosa la funzione. I punti di ritrovo erano il palazzo Marino, il palazzo Municipale al Broletto, e la piazza dei Mercanti in cui aveva posta sede la Società di incoraggiamento delle arti e mestieri. Per quella solenne circostanza vennero musicati da Stefano Ronchetti i seguenti versi di Giulio Carcano:

I.

Per la Patria il sangue han dato
Esclamando: ITALIA e PIO!
L'alme pure han reso a Dio,
Benedetti nel morir:
Hanno vinto, e consumato
Il santissimo martir.

Di que' forti—per noi morti
Sacro è il grido, e non morrà.