«4º Libertà della stampa;
«5º Riunione dei Consigli comunali e dei Convocati, perchè eleggano deputati all'assemblea Nazionale, da convocarsi in breve termine.
«6. Guardia civica sotto gli ordini della municipalità;
«7. Neutralità e sussistenza guarentita alle truppe austriache.»
«Alle ore 3 trovarsi alla Corsia de' Servi.»
ORDINE E FERMEZZA.
«Milano 18 marzo 1848».
Gli animi eransi esaltati allo scoppio di avvenimenti risoluti e decisivi:—l'agitazione era in ogni petto:—grande la concitazione:—l'ardimento era spartano. Trepidando nell'aspettazione delle ore 3, e l'impazienza dell'animo riversandosi dall'occhi, dalle labbra dal tremito delle membra e dallo stesso respiro, ognuno era sceso per le vie in attesa di quell'ora; talchè verso mezzodì le strade eran tutte gremite di masse popolari, desiose d'azione più che di aspettativa, e, cominciando una voce a parlar di armamenti, divenne voce di tutte quelle masse, le quali risolsero di muoversi verso il palazzo municipale al grido di: Armateci! Dateci la Guardia Civica!
Il podestà conte Gabrio Casati cercò di calmar l'effervescenza popolare, e persuaderla che nulla egli poteva fare, ed esser d'uopo che il popolo si rivolgesse al Governo:—ma il popolo non s'acquetava alle esortazioni, e finalmente gridava che gli si desse un capo per guidarlo. Il Casati allora si offrì di capitanare personalmente il popolo, e vi si pose in testa insieme ai Corpi municipale e provinciale.
Imponente fu il procedere per le vie di quella immensa moltitudine acclamante, festante, sventolante in alto moccichini e berretti!... Non erano uomini che camminavano;—era un'onda che si riversava per le strade, l'un l'altro premendo, spingendo, più portati che camminando, tant'era stipata la folla. Il petto loro portava una coccarda; era quella bianca, rossa e verde.