Narra la leggenda come la scoperta di queste fonti sia dovuta all'avere alcuni pastori osservato che le loro bestie guarivano dalla scabbia quando s'immergevano in una specie di laghetto formato da tali acque. La temperatura delle diciannove sorgenti è varia e va dai 35 ai 54 centigradi, offrendo in tal modo una gradazione utilissima alle diverse applicazioni per le diverse malattie. La loro composizione chimica differisce dall'una all'altra sorgente più per la quantità che per la diversità dei sali che vi sono disciolti: dalle analisi fatte nei tempi passati dal Moscheni, dal Donati, dal Davy e più recentemente dal prof. Bechi e da altri, resulta che i minerali disciolti in queste acque sono il cloruro di sodio, il cloruro di magnesio, il carbonato di calcio, il solfato di sodio, di calcio, di potassio, con tracce di solfato di stronzio e di silice; vi si trovano pure i gas cloro, anidride carbonica, anidride solforica. Per conseguenza le acque dei Bagni di Lucca sono prevalentemente salino-terroso-alcaline.

BAGNI DI LUCCA — PONTE A SERRAGLIO: CAPPELLA DEMIDOFF. (Fot. Spooner).

Adoprate fino dai tempi in cui non la scienza, ma la osservazione empirica ne aveva rilevate le proprietà terapeutiche, le acque dei Bagni di Lucca hanno indiscutibile efficacia in molte malattie, sia per ragione della loro temperatura che influisce nelle affezioni derivanti da alterato ricambio, sia per ragione della loro composizione chimica che agisce sul sangue e sullo stomaco, nonché sulla pelle e sul sistema uterino. Perciò esse sono specialmente indicate nelle malattie d'indole artritica, reumatica e gottosa, nelle rigidità muscolari anche se derivate da lussazioni o fratture, nelle varie forme di malattie della pelle collegate alla diatesi erpetica, in quelle delle vie urinarie, esercitando una potentissima azione sullo scioglimento dei calcoli, nella scrofola e in generale in tutte le affezioni dell'apparecchio glandolare linfatico, nelle malattie delle donne e nella loro sterilità, onde Vincenzo Monti (venga un poeta a recare un'alata parola in mezzo a questa arida enumerazione di morbi) immaginando che appunto la fecondità si assidesse

sul celebrato margine

di questa fonte amica

che occulto foco ed alcali

a sanità nutrica,

invitava a scendervi Sua Eccellenza la signora Principessa D.na Costanza Braschi-Onesti nata Falconieri dicendole: