Sulla tomba di Giovanna:

Sepulcrum Nobilis Dominae Dominae
Giovannae Uxoris Nobilis Comitis
Domini Francesci Kastrakanis
Quae Obit De Mense Maii. A. D.
MCCCXXXVI

Sulla tomba di Filippo:

Hic iacet Filippus filius D. Francesci
Comitis Coreliae qui obit A. D.
MCCCLXVII
Die XXI Mensis Augusti.

LAGO SANTO (M. 1501 SUL MARE). (Fot. Pellegrini).

Il castello di Ghivizzano che, come vedemmo, andò nel 994 in possesso dei Rolandinghi, rimase sotto la giurisdizione di quelli fino al secolo XIV, nel quale passò ai Castracane, che lo elessero a lor residenza e a centro delle loro operazioni guerresche, dalle quali gli derivarono insieme penose agitazioni e fulgida gloria.

Occupato, poco dopo la morte di Castruccio, dai Fiorentini, fu nel 1357 ripreso da Francesco Castracane, che vi dimorò lungamente e vi condusse, dopo perduta la prima moglie Giovanna e il figliuoletto Filippo, la sua seconda moglie Tobiola, figlia di Bandino dei Conti Guidi di Romena, dalla quale ebbe più figli. Dopo di lui, vi dimorò il figlio Nicolao fino al 1369, nel quale anno, Carlo IV, che aveva liberato Lucca dalla signoria dei Pisani, tolse ai Castracane il possesso di Ghivizzano e lo passò alla Repubblica lucchese, lasciando a quelli solo pochissime terre tra cui il castello di Tereglio. — Fu allora che i Castracane emigrarono a Fano, ove tuttora dura la lor discendenza. Dopo varie vicende, alla morte di Paolo Guinigi tiranno di Lucca, il castello di Ghivizzano fu assalito e conquistato dai Fiorentini guidati dal conte Francesco Sforza, il quale lo tenne fino al 14 maggio 1441, nel qual giorno ne fece restituzione alla Repubblica di Lucca, ai cui Anziani gli abitanti di Ghivizzano, al pari di quelli di tutta la Vicaria di Coreglia, fecero giuramento di fedeltà. Né la storia di quel castello registra, da allora in poi, altri eventi di speciale importanza. Solo gioverà ricordare che nel 1592 la famosa rôcca, testimone di tante guerre sanguinose e di tante cavalleresche avventure, fu ceduta a un Marcantonio lucchese per abitarvi avendo promesso di racconciarla, e che oggi vi si trova collocato, molto praticamente se anche molto prosaicamente, un granajo! — Ebbe, in quei tempi, Ghivizzano molti uomini preclari o nelle armi o nella diplomazia o nelle leggi: tra i quali i Nucchi o Nucxi da Ghivizzano che si distinsero nei servizî prestati alla Repubblica di Lucca e dai quali derivò la nobile e ancora esistente casata dei Ghivizzani, e ser Nicolò notaro della Repubblica e Giovanni ambasciatore al Duca di Milano e Arrigo giureconsulto, uno dei compilatori dei nuovi Statuti della Repubblica ordinati dal re Giovanni di Boemia.