BARGA — TARGA-RICORDO IN BRONZO A SALVO SALVI. (SCULT. R. ROMANELLI).
Quanto alla Piazza Angelio, essa è la principale del paese ed oggi vi si trovano gli ufficî postale e telegrafico, i primarî negozî, caffè, farmacie ecc. ecc. Vi era una volta il convento di S. Agostino ed esiste tuttora parte della chiesa annessa al convento. La piazza si chiamava prima Ajaccia, poi, sotto il governo di Firenze, fu detta di S. Maria Novella: finalmente prese il nome del più illustre cittadino bargèo. A compiere questa rapida descrizione dei più notevoli edifizî di Barga, non resta altro che ricordare il teatro, detto dei Differenti, la costruzione del quale fu promossa, nel 1689, da un'Accademia letteraria fondatasi in Barga l'anno innanzi e che si esercitava, oltre che in gare poetiche, nello studio della recitazione. Poco più di un secolo dopo il teatro apparve troppo ristretto ai cresciuti bisogni della cittadinanza e, nel 1792, fu ampliato e ridotto nella forma e nelle proporzioni attuali.
Protetta dall'ultimo Granduca mediceo, Gian Gastone, l'Accademia dei Differenti aveva per stemma un'Iride sorgente da due corsi d'acqua congiuntisi insieme, col motto «Ad unum». Il teatro dei Differenti si apre a pubblici spettacoli di prosa e di musica, durante la stagione della villeggiatura.
Nella guida pratica e storica di Barga, compilata dal sig. Pietro Groppi, è una assai lunga lista degli uomini illustri che ivi ebbero i loro natali: ed è certo singolare che l'alpestre villaggio abbia prodotto, in ogni età, tanti uomini insigni.
Tra i più antichi si fa menzione di un Simone da Barga, diplomatico profondo, al quale fu dovuta la conclusione della pace tra i Lucchesi, i Fiorentini e i Pisani, nel 1384. Molti antichi Barghigiani salirono in fama per le loro virtù religiose e tra essi Ludovico Turignoli, santificato sotto il nome di beato Michele da Barga: egli visse nella prima metà del quattrocento.
Nelle armi si segnalò sopra gli altri quel Galletto o Galeotto da Barga che già abbiamo nominato e che fu, nel 1527, comandante delle fortificazioni di Livorno e grande difensore della libertà barghigiana contro Cosimo I. Di lui parla anche il Varchi nelle sue Istorie e a lui la patria deve grato ricordo per l'opera spesa a prò della sua indipendenza contro le sopraffazioni Medicee.
Nelle vicende politiche del '500 ebbe anche parte importante il barghigiano Agostino Bigiolotti, seguace del lucchese Francesco Burlamacchi, che congiurò contro i Doria e uccise Giannettino figlio di Andrea, combattendo per la libertà genovese. Pur nelle armi acquistò fama Francesco Turignoli, difensore di Barga nel 1495, capo delle milizie barghigiane nel 1533, difensore, in quell'anno, della fiorentina Porta a Prato nella guerra contro Siena e vincitore delle schiere nemiche.