LA PIEVE DI LOPPIA.
Molteplici e di genere vario sono le opere da lui lasciate, in parte pubblicate e in parte inedite ancora. Ma più che le orazioni, più che gli studî su romani argomenti, più che le poesie italiane e le lettere, dettero a lui rinomanza i versi latini e, tra questi, più specialmente i due poemi Cynegeticon e La Siriade. Del primo dice il Flamini che «appare anche a noi di squisita fattura e tale da assicurare all'autore un bel posto fra quanti in Italia e fuori verseggiarono durante i secoli XV e XVI nell'idioma di Virgilio». Coll'altro volle l'Angelio tentare il genere epico trattando un argomento simile a quello che, quasi contemporaneamente, era stato scelto dal Tasso: vi fu anzi disputa tra gli storici della letteratura sulla priorità della scelta e vi fu anche chi affermò avere il Tasso preso l'idea dal poema del Bargèo, a lui già noto. Checché sia di ciò, è certo che tale stima fece di lui il cantor di Goffredo che lo incaricò di rivedere e correggere la sua Gerusalemme, insieme con Scipione Gonzaga, collo Speroni, col De Nobili e con Silvio Antoniano.
Ben a ragione, dunque, Barga va superba di questo illustre suo cittadino.
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LA PIEVE DI LOPPIA.
I villaggi che si trovano compresi nel Comune di Barga, fatta astrazione da qualche minore aggregato di case, sono Loppia, Tiglio, Sommocolonia, Albiano, S. Pietro in campo e Castelvecchio: e anch'essi meritano, qual più qual meno, di essere visitati, o per la bellezza della natural posizione o per qualche opera d'arte.