[(23)] Oltre che lo stesso Creatore Supremo fece, senza mistero, espressamente conoscere per bocca del Profeta (Isaia cap. 58. v. 5 6 7) non essere già il lungo digiuno, le interminabili ossecrazioni, le complicate cerimonie rituali, quelle che si esigono da esso, ma un puro, e integro cuore soltanto, noi avremo luogo di osservare altrove, che le Religioni che sono le più aggravate di dogmi, di pratiche, e di usi, lungi dall'essere le più ovvie a costituire la felicità de' suoi credenti, riescono, ad ogni riguardo, le più opposte all'umana ragione, le più tormentose allo spirito, e le meno osservate in ciò che possono le medesime racchiudere d'utile, di necessario, e di essenziale.
CAPITOLO V.
De' Precetti che soli dovrebbero costituire, la pretta Religione dell'Ebreismo fondata sul Codice Mosaico, ridotto alla sua vetusta purità.
Siccome niente riconosciamo più naturale nella complicata immensa catena degli esseri viventi; che succedersi l'un l'altro, colla pronta non interrotta propagazione delle speci differenti, la provvida natura con un declivio irresistibile ad ogni animale, distribuì gradatamente il suo adeguato instinto, in maggiore, o minore dose, che lo trascina con più, o meno veemente trasporto, ad accoppiarsi ad un essere omogeneo, affine di conservare inalterabile l'ordine primitivo già prescritto. Egli è dunque perciò che sebbene il Maimonide, facendo il riepilogo nomenclativo di tutti i precetti del Pentateuco, abbia stimato bene di dovere inserire quello della propagazione per il primo [(A)], noi non possiamo questo assolutamente riguardarlo come tale, altro esso non essendo, come si disse, che un mero sentimento incitativo della natura, a cui niun essere vivente sulla terra, purchè fornito di organo, e d'istinto, non potrebbe certamente non aderire; mentre quello è identico, e comune agli enti ragionevoli, ed a' bruti. Quindi mi sembrerebbe più ovvio prescindere da questo, e stabilire altresì per primo Precetto del nostro nuovo sistema, quello comandato da Dio con tanto impegno, per tre volte, ad Abramo [(B)], in segno del patto perpetuamente irrefragabile di alleanza contratta da esso col Popolo che discendere dovea dal successivo suo lignaggio, cioè, 1. La Circoncisione de' maschi l'ottavo giorno della loro nascita [(24)]. E da questo Primo Precetto progredendo, noi passiamo tosto a dare per detaglio la nomenclatura generale di tutti gli altri da noi testè fissati.
2. Dalla sera in cui entra il plenilunio del mese di Nissan (che coincide col Marzo, non essendo bisesto, od altrimenti coll'Aprile) per sette giorni dal 15 decorrendo, e tutto il ventuno dello stesso mese inclusivamente, non dovranno gli ebrei cibarsi di altro pane fuori che dell'azzimo, dovendo per detto spazio allontanare de tutti i loro recinti qualunque sorta di materia fermentata. Questa è contradistinta חג המצות (Hag Amazoth) Pasqua delle azzime; la medesima sarà solennizzata come tale durante sette giorni, ed il primo, e il settimo di esse ogni opera servile (eccetto che quelle che sono di un urgenza indispensabile) dovrà cessare interamente [(25)].
3. Credere nell'Esistenza semplicissima dell'Essere Supremo, nè adorare altri fuori di esso [(26)].
4. Non adorare simulacri di qualunque siasi specie, nè costruirli anche per uso di altri.
5. Non giurare il nome di Dio in vano.
6. Santificare il sabato, e non fare in esso alcun opera servile [(27)].