[(61)] Fra le tante pratiche detestabili conosciute e autorizzate ne' secoli di barbarie, e d'ignoranza dal Cattolico romano specialmente sotto il Cielo dell'Italia, una si era quella di abilitare qualunque siasi persona di questa Setta a conferire a' non cattolici l'immersione batezzimale fin anche a' bambini entro la Culla. Infatti quante volte si vide in questa cristianissima regione i più oscuri individui dell'uno, ed altro sesso della feccia del popolo, ed anche i più ignoranti non solo, ma i più infami, e lordati di esecrabili delitti introdursi furtivamente nelle case degli ebrei con un ampollina di acqua mistica preparata per tale oggetto, e quindi battezzarvi a nome della Trinità i bambini anche nelle fascie: avevano un bel declamare Giovanni, Bernardo, Tertulliano, Lattanzio, ed il Gesuita Mariana, che Nihil tam est voluntarium quam religionem profiteri in qua, si animus adversus est, jam sublata, jam nulla est: volendo con ciò tutti d'accordo probabilmente inferire che la violenza forma i falsi devoti, non i veri credenti. Ma frattanto le pie istituzioni cristiane autorizzavano senza riserva si fatte violenze brutali, di cui cercherebbero invano le tracce presso que' popoli ancora che l'Istoria ci rappresenta i più feroci, ed i più insensati.

[(62)] Non v'ha che l'Istoria la quale possa dare a questo sentimento il grado di certezza che gli conviene; essa ci dimostra in mille foggie come il destino delle nazioni dal solo Carattere omogeneo del sovrano che le governa unicamente dipende, nella guisa che i costumi delle medesime saranno sempre ciò che vogliono le leggi alle quali sono quelle sottommesse. Perche mai i popoli della Spagna, e del Portogallo furono sempre, e si conservano tuttavia sì feroci, sì fanatici, e ignoranti? Ciò è per che tali erano appunto coloro da' quali erano essi quattr'anni avanti governati, e per che lo spirito delle loro antiche Leggi non era in massima rivolto che a confermarli viemaggiormente nello stato deplorabile medesimo in cui oggi si scorgono. Perche mai gl'Inglesi, ed i francesi sono attualmente le due nazioni le più civilizzate, e le più colte dell'universo? Quest'è per che i primi sono diretti da Leggi le quali non inspirano che lumi, tolleranza, e disinganno, e perchè gli altri sono felicemente governati da un monarca filosofo, che sarà sempre mai il modello de' Regnanti della terra, ed il più prezioso monumento de' secoli avvenire.

[(63)] Questo è un difetto che da uomo illuminato non può assolutamente compatirsi agl'Italiani senza indignazione; quando loro si parla di alcuni uomini scienziati, i quali si sono distinti superiormente in qualche ramo di coltura nell'una, od altra Città di Europa, essi non esitano tosto di ricercare se sono buoni apostolici romani, se sono pii, e zelanti ortodossi; ma se per avventura loro si dice, che questi sono Giansenisti, Riformati, arabi, o ebrei, allora presso di essi Le Clerk passa per uno stupido, Bayle un forsennato, Elvezio un mentitore, Averoe un visionario, e il rabbino Leon di Modena un ignorante; la loro fantasia sovvertita dall'illusione dal fanatismo gli trascina miseramente fino all'eccesso deplorabile di opinare che non solo non debbasi essere dotti, ed instruiti di sorte alcuna, non appartenendo alla loro setta, ma che non si possa avere senso comune da quando uno è straniere a' loro dogmi, e separato dalla loro Comunione. Quale orribile infamia!

[(64)] Tutta la Casa Medici di Toscana che precedette di circa mezzo secolo nella sovranità di quel Ducato Leopoldo di cui parliamo, non occupavasi di altro che di fare carpire de' bambini ebrei per battezzarli, ed in mancanza di questi essa non lasciava mezzo intentato, affine di attirare al medesimo partito non solo gli adulti, ed i provetti, ma ancora i più spregevoli individui di questa nazione i quali scevri affatto sovente di ogni mezzo di risorsa adescati dalle moltiplici lusinghe, promesse di lucro d'impieghi, o di onori che loro non mancavano di far sedotti da qualche tenue moneta che aveasi l'accortezza di offrire loro anticipatamente, cadevano finalmente a ricevere l'immersione battezimale: ma siccome non conosceva questa per base, che lo stimolo pressante del bisogno, o l'eccesso della disperazione, ovvero la remota speranza di un vantaggio futuro, così cessato il primo, instigata la seconda, e svanita la fiducia nell'ultimo, essi vi rinunziavano interamente, riassumendo il pubblico esercizio della loro credenza natia. E gl'innumerabili catecumeni che lo zelo fanatico di Ferdinando di Parma ha reclutati così p[ure] per la gregge apostolica romana non ebbero certamente un successo migliore.

[(65)] Prescindendo dal tirannico Decreto con cui il Re Sigebut obbligò gli ebrei domiciliati in Ispagna a farsi Cristiani sotto pena d'uscire dallo stato (Isid. Hispalens Chron pag. 396. 402. Concil. Tolet. IV. Can. 37. Quæst. 1.); e dall'altro non meno spietato di Dagobert 1. il quale risolvette di estirpare il Giudaismo dalla Francia, e comandò con pubblico editto che gli ebrei venissero battezzati, in difetto banditi con pena di morte, se più rientravano nel paese, e da tanti altri feroci Decreti simili, che non attentavano a meno che a distruggere onninamente dalla Categoria de' viventi il nome d'Israel, leggasi il [Cap. IX.] susseguente con tutte le annotazioni che vi si contengono e noi avremo sufficienti motivi di raccapricciare osservandoci a quale eccesso la barbarie degli uomini si lascia trucemente trasportare a tale riguardo.