[(85)] Il Re Giovanni d'Inghilterra trovandosi in estremo bisogno di denaro per supplire non so a quali spese urgenti, e non osando ricercarlo agli altri suoi vassalli, fece carcerare i più opulenti ebrei del suo regno; uno di essi, a cui si svelse sette denti l'uno dopo l'altro, affine di avere le di lui sostanze, dette mille marche d'argento quando erasi sul punto di sradicarli l'ottavo. Enrico III. trasse con eguale violenza da Aaron ricco ebreo di York 14,000. marche d'argento, e 10,000 per uso della regina: esso vendè gli altri ebrei del suo stato al di lui fratello Riccardo per il termine d'un Anno, ad oggetti che questo Conte sventrasse coloro di questa nazione, che il re di lui fratello avea già precedentemente scorticati, come dice Mathieu Paris.
[(86)] Ridotta una volta la persecuzione in sistema, si vide gli uomini modellare le loro azioni, ed i loro pensieri al grado del più mostruoso fanatismo, e del livore irrazionale che desso inspira; in mancanza di imputazioni solidamente fondate, o reali ricorrevasi alle calunnie le più nere, o alle più assurde congetture; allorchè, per esempio, l'ordine fisico delle Cose fosse stato alterato al segno di produrre qualche sventura, se ne riportava immediatamente l'origine a' soli ebrei: infatti non è forse ad essi che fu attribuita l'assoluta cagione della frenesia dalla quale fu attaccato Carlo VI. Re di Francia? E per ispiazione di tale sognato fallo, questi sventurati non sobirono l'esilio? (ved. Villar. Hist. de France l'an 1393.) Quando una penuria generale, o qualche epidemico malore angustiava uno stato, o carpiva da' viventi una parte de' suoi abitatori, non dicevasi essere gli ebrei la sola efficiente cagione di simile flagello avvelenando le sorgenti? Non è certamente da supporsi una persecuzione più forsennata nè più inumana di quella che videro gli ebrei suscitare in una quarta parte del mondo contro di essi l'anno 134[?] allorchè un Contagio presso che universale devastò in quell'epoca funesta quasi tutta l'Europa; in Francia, in Alemagna, in Italia, e nella Svizzera il popolo furibondo si lanciò sopra di essi, gli abbruciò, ne fece uno scempio crudele, persuaso di mitigare lo sdegno del Cielo, annientando dalla terra la stirpe d'Israel (ved. Bush. Hist. de la Rel. Juive); oltre a tutto ciò ogni tratto di cattiva fede, ogni soperchieria ed ogni frode, non furono esse in ogni tempo, e lo sono attualmente ancora, altrettante criminose invenzioni che, a senso de' nemici d'Israel, partono dagl'intrighi, e dalla cupidigia di questo Popolo. O perfidia inaudita, estr[ema] o malvagità senza esempio!
Cap. X.
Si dimostra che laddove è permesso agli ebrei d'illuminarsi, lo stato il quale rende loro questo atto di giustizia (che natura non ricusò giammai a verun ente ragionevole) acquista ne' medesimi de' Cittadini oltremodo utili nelle arti, nelle scienze, e nel Commercio. Esempi rimarcabili di questa verità.
Chi potrà mai senza delirio, immaginarsi di dovere esigere dall'uomo, ciò ch'esso moralmente nè fisicamente non è in situazione di potere dare, ovvero pretendere dal medesimo quello appunto di cui noi lo mettiamo nell'assoluta impossibilità di somministrare in modo alcuno? Quale mostruosa, e assurda contraddizione! Rigettare, avvilire, opprimere l'ebreo per non riconoscere in esso i requisiti necessarj all'ottimo, all'illuminato Cittadino, ed allontanarlo nel tempo medesimo da ogni mezzo efficace ad acquistarli, frapponendogli ancora tanti ostacoli differenti per impedirli a divenirlo; e pure in seguito di tutto quanto fu da noi significato fino ad ora, chiaro apparisce tale essere stato in ogni epoca il forsennato reprobo contegno di certe nazioni, se-dicenti illuminate, relativamente a questo popolo, e già pur troppo rimarcammo con orrore quali ne fossero le funeste conseguenze che risultare si videro, bene diverse però da quelle che derivare mirarono gli ebrei dalle procedure più filantrope, più umane, più sensate con cui agivano alcune altre al loro riguardo; e laddove quelli avevano per iscopo di distinguerli colle attribuzioni le più ignominiose, e colle prerogative le più umilianti, si prefiggevano queste di fare ad essi gustare gli ameni vantaggi della società, dividerne cogli altri individui i diritti, e i doveri; ed il successo coincidendo perfettamente nell'uno ed altro caso, o coll'indulgenza, o coll'asprezza con cui erano i medesimi trattati, o colle Leggi o tiranniche, od umane alle quali essi erano soggetti, vedevansi gli ebrei riescire o abbrutiti orribilmente, o in superior grado illuminati. L'odioso confronto già da noi riportato ([Cap. 8.]) sopra tale soggetto, n'è una dimostrazione incontrastabile, che le sole autentiche Istorie possono renderci sicura, ed evidente, imponendo un vergognoso perpetuo silenzio a' detrattori snaturati del popolo d'Israel: si scorrino dunque senza prevenzione, ad occhio terso dall'orrida nube di pregiudizj, parlino i Filoni, i Flavii, i Bustorfi, i Surenusii, i Prideaux, ed i Basnage, e tanti altri, e questi ci additeranno per obbrobrio eterno de' nemici del Giudaismo, come un popolo il quale fattosi da tempo immemorabile la vittima della tirannia, lo scherno del fanatismo, ed il bersaglio dell'ignoranza possa in ogni epoca del mondo essere gionto a meritare i ragguardevoli favori de' più illuminati, e de' più formidabili monarchi della terra, non escludendo lo stesso Maomettano, e come abbia esso potuto vedere scaturire in ogni tempo dal suo seno, malgrado gli ostacoli funesti che per tutto facevano argine ineluttabile al felice Corso de' suoi utili progressi, de' Medici sublimi, de' politici eruditi, de' vasti Letterati, de' filosofi profondi [(87)]?
Prescindendo dall'antichità, e senza sormontare col pensiero fino a' secoli da noi troppo remoti per investigare minutamente i gradi luminosi, ed i parziali favori de' quali furono gli ebrei colmati sotto i felicissimi Governi di Dario [(A)], di Alessandro [(B)], di Giulio Cesare [(C)], di Augusto [(D)], di Onorio [(E)], di Costantino [(F)], di Carlo Magno [(G)], e di molti altri delle grazie de' quali in vantaggio de' medesimi generalmente ne forniscono amplia certezza i più classici scrittori di quale predilezione considerabile non gli hanno colmati Ferdinando 1º., 2º., e 3º. quali distinti privilegj di giurisdizione, di gloria, e di onore non hanno i medesimi goduti sotto il pacifico dominio di sifatti sovrani [(88)]. La Spagna stessa, e il Portogallo, benchè restate fossero entrambe sempre sepolte nella ferina barbarie an[ti]ca, avanti che il fanatismo religioso contaminasse il loro Cielo col suo recondito veleno, non affidarono entrambe quelle monarchie a tre distinti ebrei le incombenze le più cospicue, le più gelose, e le più importanti dell'uno, e dell'altro Stato [(89)]?
Ma se più oltre avanzare si volesse intorno a ciò le nostre sottili ricerche, migliaia di esempi noi vedremmo concorrere a dimostrarci la fedeltà saggia, e costante con cui l'industriosa Nazione ebrea prestò sempre i suoi servigj a tutti quegli stati dove le Leggi non confondono giammai la setta col parziale carattere del settario, nè gli usi, le cerimonie o i dogmi di essa collo zelo, i talenti, e la capacità di questi [(90)]; non escludendo già da quelli la stessa di Roma Pagana della prisca età [(91)] non meno che la Cattolica de nostri tempi, in qualità di ministri di stato, di medici, di filosofi, d'instruiti vassalli, e di soldati? Il Rabbino Sechiel non fu creato sopr'intendente delle finanze di Alessandro Quarto [(A)]; Roffiet non fu segretario intimo di Selim Secondo [(B)]; David Zonana non fu egli tesoriere della Porta, siccome lo era pochi anni sono il di lui figlio [(C)]? Chi fu egli mai il medico di Cristina sovrana della Svezia, se non l'ebreo De Castro [(D)]? A chi dovette mai la sua vasta erudizione il rinomato Pico delle Mirandola, se non se al Rabbino Aleman che fu suo Precettore [(E)]? E quanti altri genj sublimi non ebbe il popolo ebreo negli ultimi secoli decorsi dopo Maimonide, il più esimio soggetto forse che vantasse il Secolo XIII? Quell'egregio Maimonide che si è superiormente distinto nel mondo in qualità di filosofo, di medico, di giureconsulto, di Teologo, e di Politico, che i Classici Scrittori distinguono il Luminare dell'oriente, e dell'occidente, e che il celebre Clavernig, il quale ha con somma erudizione tradotte alcune delle di lui opere lo decanta superiore della stesso S. Tommaso d'Aquino [(F)] Con quale alta riputazione il profondo Abenesdra che da' più rinomati Autori viene chiamato per eccellenza il savio, ha esso professato nel mondo l'Astronomia, la medicina, e le matematiche [(G)]? E Manasse Ben Israel non era esso considerato uno de' più illuminati filosofi, e de' più accorti politici dell'Europa, consultato sovente da' più classici giureconsulti de' suoi tempi [(H)]? Oltre un Chimhi, un Jarki sì rinomati per la loro erudizione universale, quali talenti peregrini non si videro scaturire da questo popolo, anche nelle nostra età recenti [(92)]?
Ma che diremo già noi, se uno sguardo rivolgiamo nell'Alemagna odierna, non meno che nell'Inghilterra, nella Francia, nella Prussia, e nell'Olanda là dove il prezioso deposito delle scienze è senza ostacolo accordato all'ebreo del pari che ad ogni altro settario che inclina alla felicità di possederle? Quali talenti elevati non si mirarono risorgere in quelli e in altri stati pure a' nostri giorni dal grembo della Comunione degli ebrei, degni di meritare i favori di una illuminata nazione, capaci e per probità, e per ingegno, e per dottrina di contendere la palma a' più celebri filosofi del mondo, sempre che non venghino quelli, per altro, illaqueati, o combattuti dalla furibonda superstizione del cattolico ignorante, o che tolti non sieno eglino i mezzi di potersi elevare fino alla classe benemerita di que' genj fatti per illustrare il secolo in cui vivono? Non è forse nella Prussia dove si osserva i fecondi rari talenti di un Mendelshon, quello stesso che l'Alemagna distingue per Platon Moderno formare il pascolo dello spirito d'un filosofo regnante del Salomone del Nord, e le di lui ammirabili produzioni fastosamente coronate dalle più sapienti accademie dell'Europa? E le sublimi cognizioni del dottissimo Weissell non gli fecero meritare la confidenza intima del più gran genio dell'Austria, d'un Giuseppe Secondo? E fra i suoi Matematici sublimi, e Astronomi profondi del secolo passato non annovera il Tamigi, un David Nieto, quel celebre Autore del Calendario ebraico perpetuo, il solo conosciuto, e seguitato attualmente, con ottimo successo dall'intera sinagoga ebrea? Le prediche dell'Eloquente Rabbino Saraval di Venezia possono essere messe al confronto con quelle di Bourdaloue, e la facondia del Rabbino Casess parimenti di Venezia ugguaglia, senza contrasto quella del Segueri.
Ma io non finirei per lungo tempo ancora se tutti per detaglio annoverare quì mi prefiggessi tutti gli uomini egregj che il popolo d'Israel ci presenta in tutta l'estensione dell'universo civilizzato, ovunque si rivolga il nostro sguardo; per altro, chi fosse avido di conoscerli partitamente rivolgere si potrebbe al Dizionario critico degl'Illustri Ebrei scritto con molta erudizione, e pubblicato recentemente in Parma dall'Abate De Rossi.