Reca certamente stupore di rilevare dall'Istoria gli stabilimenti considerabili ch'ebbero da tanti secoli, e che hanno attualmente ancora gli ebrei per tutto l'immenso territorio del dominio musulmano, le esenzioni cospicue che vi godettero sempre, e che vi godono, e l'ascendente assoluto ch'essi prendono sull'animo de' grandi, e de' primarj Magnati dello stato, non meno che sullo spirito degli stessi Sovrani, senza escludere ancora le medesime Potenze Barbaresche [(103)].

La Spagna, e il Portogallo sono forse i soli stati nel mondo che sieno rimasti in tutta la ferina barbarie de' loro vetusti inveterati pregiudizj, e de' quali non avvi apparenza che possano pervenire ad emendarsene giammai, rimarcandosene inoltre, e non senza stupore, che quegl'individui ancora fra gli ebrei, i quali s'inducono alla conversione dalla loro fede, sono così pure nominatamente distinti da coloro nati ortodossi col carattere offensivo di nuovi cristiani [(104)].

L'Olanda, e l'Inghilterra si arricchiscono considerabilmente dopo molti secoli degli ebrei espulsi da entrambi i testè menzionati Regni; e che senza calcolare la loro industria, ed i loro talenti, essi vi hanno portato sovente delle dovizie innumerabili. È colà dove gli ebrei sono il più rapprossimati de' Diritti dell'uomo, e del Cittadino; ed è là parimenti dove si fanno quelli distinguere come individui, ad ogni riguardo, infinitamente utili allo stato; e non è che un istante che noi venghiamo di fare menzione onorevole degli ebrei abitanti nell'Inghilterra dichiarati capaci di naturalizzazione, in forza di un atto del Parlamento emanato l'anno 1753. e che avrebbero conseguito agevolmente se la resistenza irrazionale del Popolo allarmato dalla corruzione del ministero allora siedente, nel modo che io lo provai a sufficienza, non lo avesse fatto revocare l'anno seguente[.]

Federigo il Grande in Prussia, Giuseppe Secondo in Alemagna, e Leopoldo in Toscana dimostrarono con sensibili esempi ad evidenza quanto valgono gli ebrei, laddove sono i medesimi trattati con giustizia, con umanità, e con favore. Le distinte prerogative, e le rimarcabili esenzioni che ha questo popolo goduto in superiore grado per lungo periodo di Anni in que' tre felici stati fanno dimostrativamente conoscere che la prosapia d'Israel è suscettibile ancora di una chiara elevata Civilizzazione, sempre che le Leggi sieno esse pure civilizzate, sagge, e tolleranti [(105)]; e provano efficacemente ad un tempo, che dessa può aspirare meritamente ad un rango qualificato nella società degli altri popoli della terra, sempre che accordato venga alla medesima il favore d'essere governata da sovrani più filosofi che devoti, da principi tolleranti, benefici, e illuminati.

Ora passiamo brevemente ad investigare quale sia stata la condizione degli ebrei negli stati dell'antica Francia, e quale quella in cui si ritrovano essi nella moderna. Tale indagine metterà, senza dubbio, il colmo alla persuasione che ci siamo per tante vie proposti di insinuare nello spirito abbacinato degli accaniti nemici di questo Popolo.

Il primo stabilimento degli ebrei nella Monarchia francese è per noi sì oscuro, quanto ci riesce presso che impenetrabile quello fissatovi da essi in tutte le altre, di cui fu da noi fino ad ora sufficientemente ragionato.

Per altro, se si dee prestare fede agli storici, la dimora di questa Nazione in tale parte d'Europa rimonterebbe ad un epoca notabilmente avanti la devastazione del secondo Tempio (Lechmann Chron. Spir. Lib. V. C. 37. p. 472.). Ma senza rigettare questa opinione come improbabile, nè adottarla come sicura, che il domicilio di questo Popolo in Francia fosse antichissimo, chiaro lo dimostrano le Leggi de' Borghignioni emanate da Gondebaud loro sovrano, verso il secolo 15. relativamente agli ebrei [(106)].

Ma qualunque sia stato lo stabilimento della nazione Israelitica sopra il suolo della Francia de' secoli decorsi, essa più non contava attualmente nelle sue antiche provincie, Corpo, di sorte alcuna, di questo Popolo, a meno che eccettuare si volesse un discreto numero di ebrei Portoghesi i quali godevano in Bordeaux, ed in Bajon de' privilegj ragguardevoli, accordati loro dallo stesso Enrico Secondo, che il primo in quegli stati dette il segnale delle guerre di religione. Ve n'era d'altronde una certa quantità ne' paesi un tempo appartenenti alla sede rom[ana] in Francia, siccome se ne trovano sparsi in un gran numero nell'Alsazia, e nella Lorena, dove ad eccezione del diritto d'Autonomia, essi erano concentrati e oppressi come potevano esserlo qualche secolo fa in Alemagna, o in alcuni paesi dell'Italia.

Del resto se gli ebrei abitanti in Francia furono per qualche intervallo di tempo all'eccesso male trattati dalle insensate Leggi dalle quali era essa diretta, governata, e dalla superstiziosa intolleranza di coloro che la governavano: se quelli ritrovarono un Childebert loro persecutore inesorabile; un Chilperick che gli costringeva colla violenza a battezzarsi; un Clotario secondo che gli privava di ogni umano diritto; e Dagoberto Primo il quale non attentava meno che alla estirpazione totale dell'Israelismo dalla Francia; essi ebbero il contento di vedere trasformato il loro calamitoso avvilimento sotto il felice dominio di Carlo magno e sotto quello di Luigi il Buono, in un auge di gloria, di esultazione, e di trionfo [(107)].

Tale fu dunque per il corso di molti secoli lo stato in cui si ritrovò il popolo d'Israel in Francia fino a' tempi dell'ultima Rivoluzione, epoca in cui si vide proclamare que' benefici Decreti de' 28 Gen. e 16. aprile 1790. co' quali l'assemblea azionale reggente allora quello stato, costituiva Cittadini Attivi tutti gli ebrei dimoranti dopo tre Anni entro il territorio francese [(108)].