Ma tutti questi salutari vantaggi, tutte queste notabili preferenze delle quali ha il popolo ebreo goduto dopo un certo periodo di Anni sotto le provvide Leggi di vari umani, benefici, e illuminati regnanti della terra, non furono che la debole Aurora di quel fulgido meriggio, che il gran Dio de' suoi avi gli preparava per il secolo avventurato in cui viviamo. E solo a' nostri giorni che l'opera eternamente memorabile compiere si dovea per l'organo potente d'uno di que' sublimi genj, che l'alta Provvidenza invia bene di raro fra gli enti ragionevoli per confortarli nelle loro pene, per ricompensarli delle loro virtuose azioni durante l'instantanea permanenza di essi in questo mondo; essa dunque prescelse degnamente fra i suoi eletti il grande, l'incomparabile Napoleone onde reintegrare l'abbattuta, e derelitta prosapia d'Israel ne' suoi quasi perduti diritti, rimarginare le di lei piaghe, riguardate fino ad ora presso che insanabili, e consolidare felicemente la sua politica morale rigenerazione, nella guisa medesima che gl'impenetrabili arcani dell'Essere Supremo destinarono in altro tempo gli Antiochi, i Pompei, i Titi, gli Adriani, e pochi altri per istraziarla, disperderla, e ridurla senza speranza di lena, o di conforto agli estremi periodi dell'abbiezione, della calamità, della miseria; a questo eccelso Monarca era unicamente riserbato l'espediente infallibile e salutare onde renderla migliore, rendendola più tranquilla, più saggia, più felice; verità che noi ci disponghiamo a mettere in chiaro giorno in tutta la sua forza, ed estensione, nel capitolo immediatamente seguente.
[(100)] Benchè dietro quanto fu da noi significato ne' capitoli antecedenti, più non debba oggi rimanervi alcuno che dubiti un solo istante della verità delle nostre esposizioni a questo riguardo, pure desistere non posso di aggiugnerne poche altre ancora per dimostrare a quale grado gli ebrei si sono fatti sempre, ed ovunque distinguere nel mondo per la loro fedeltà leale e per il loro integerrimo affetto a quel qualunque governo a cui il destino delle armi gli rendevano sottomessi: tanto è ciò immaginabile che Alessandro il Macedone persuaso, per isperienza, di questa verità, volle in qualche modo ricompensarli, concedendo loro la provincia di Samaria coll'esenzione del tributo; ed allorchè fece fabbricare Alessandria vi stabilì degli ebrei co' privilegj medesimi che godevano gli altri Cittadini, al segno che (per quanto ci assicura Flavio 12. Antiq. 2.) il medesimi portavano fin anche il nome di Macedoni.
E se il primo de' Tolomei allorchè prese Gerusalem per inganno, condusse gli ebrei prigionieri in Egitto, diramandoli fino all'estremità della Cirenaica; avvedutosi poscia della sua ingiustizia, gli ripristinò nella di lui confidenza, ne aggregò un gran numero nelle sue guarnigioni, e gli protesse al grado che ne attirò un affluenza considerabile di altri a domiciliarsi ne' suoi stati; e Filadelfo di lui figlio redense tutti gli ebrei che erano schiavi sotto i suoi dominj, e mandò una gran quantità di doni in Gerusalem in ricompensa della traduzione che aveva egli a' medesimi commessa del Pentateuco di Mosè (Jos. Flav. Ibid.): E di quanti rimarcabili favori non gli hanno molti Re di Siria per tante volte colmati? Seleuco Nicanore conferì loro il diritto di cittadinanza nelle città fatte da esso lui costruire nell'Asia minore, e nella Siria inferiore, non meno che in Antiochia sua Metropoli cogli stessi privilegj di cui fruivano ancora fino sotto i Romani.
Antioco il grande finalmente in contemplazione de' notabili servigj che ad esso renduti aveano gli ebrei, non solo concesse alla Città di Gerusalem delle immunità e delle grazie sorprendenti, ma per vieppiù assicurarsi della Libia, e della Frigia, le quali non erano molto fedeli, nè costanti alla di lui autorità suprema, stimò conveniente stabilirvi delle colonie di ebrei, loro conferendo il comando, e l'arbitra libertà dell'esercizio del loro Culto; siccome ancora il permesso illimitato di fabbricare delle piazze, di possedere qualunque bene stabile, e di governarsi a loro migliore piacere.
[(101)] Vari scrittori fanno rapportare il primo stabilimento degli ebrei specialmente nell'Africa fino da' tempi di Tolomeo Sotero Re d'Egitto, il quale, per quanto ci assicura Flavio mandò varie Colonie di questa nazione nella Cirenaica, e nella Libia, indi si moltiplicarono eccessivamente, e si diramarono in tutte le Città di queste due Provincie (ved. Jos. contr. app. Lib. 2. pag. 472. T. II. e Antiq. L. 14. p. 695. T. 1.) col favore delle concessioni di Tolomeo, e de' suoi successori, essi vi godevano parimenti che in Egitto la prerogativa di cittadinanza; vi aveano i loro Magistrati particolari, e vi formavano una specie di corpo di Repubblica, ed allorchè la Cirenaica venne colla Libia in potere de' Romani, gli ebrei stazionati colà ottennero da questi la piena confermazione de' loro antichi diritti, esenzioni, e privilegj de' quali essi godevano (Ibid. p. 799. Cap. 6.)
[(102)] Non debbo astenermi dal fare quì opportunamente rimarcare che il Papa Alessandro Sesto (che tutto il mondo conosce) dette, come abbiamo poc'anzi osservato, a Ferdinando di Spagna il titolo di Cattolico in benemerenza di avere questi proscritti barbaramente gli ebrei da tutta l'estensione de' suoi stati, quando esso medesimo gli accoglieva favorevolmente in tutti i dominj della sua sede, accordando loro impieghi, protezioni, e qualità distinte: Tale è pur troppo l'enorme incongruenza della natura umana; e tale è l'assurda contraddizione in cui si mira essa cadere bene di frequente.