[(108)] Le stesse accanite opposizioni che ha incontrato il Bill dell'Inghilterra, quando trattavasi di accordare la naturalizzazione agli ebrei di quello Stato, come già dimostrammo, si sarebbero suscitate senza dubbio, in Francia nella medesima occasione di cui parliamo, se coloro che in quell'epoca vi presedevano fossero stati del pari deboli, o poco energici, come lo fu l'anglico parlamento all'eccesso di lasciarsi vilmente imporre dalla feccia del popolo allarmata dallo spirito di superstizione, e di perfidia da cui era essa orribilmente predominata: mostri che giammai seppero allignare nel petto de' francesi.

Cap. XIII.

Come questo Popolo dopo sì lungo tempo soggiogato, e vilipeso ovunque da nazioni se-dicenti illuminate, potè oggi meritare gli augusti riguardi del più eccelso monarca della nostra età, fino a reputare la sua civilizzazione un oggetto degno d'interessare le sovrane paterne sue Cure.

Decorsi già si videro pur troppo mille sette cento e cinquant'anni di cattività, e di desolazione da quando il Popolo ebreo vivea nell'obbrobrio gemente sotto le umilianti catene dell'oppressione, da che le cerimonie essenziali al suo culto erano interamente abolite, tutta la gerarchia della sua sinagoga rovesciata; le sue tribù e le sue famiglie confuse, i suoi sacrifizj soppressi, atterrati gli altari, senza che durante sì lunghissimo intervallo si manifestasse alcun apparenza di sollievo nè di conforto. L'Avvenimento è a la verità de' più strani, senza che l'Istoria di niuna età del mondo ce ne offra l'esempio. Una seconda circostanza fatale rende più rimarcabile questo inaudito prodigio; poichè questa nazione disgraziata, e avvilita non trovava un solo spazio in tutta la superficie della terra in cui essa potesse riposare tranquillamente la sua testa, nè collocare con sicurezza il di luilei piede; essa era migliaia di volte passata freddamente al traverso de' torrenti di sangue che lo zelo feroce delle sette che ha essa medesima create gli avea fatto spargere impetuosamente sopra ogni angolo dell'universo, e malgrado ciò la discendenza d'Israel vi si è sempre conservata; e tutti que' tratti di accanita barbarie che l'ignoranza e il fanatismo facevano per tante volte esercitare contro di essa, non ebbero nè forza, nè attività sufficiente per farle cessare di esistere, o per annientarla dal ruolo de' viventi; essi altro non fecero che indebolire le sue forze, e paralizzare il suo spirito; e ad onta delle truci inesorabili persecuzioni del papista, del protestante, del musulmano, e dell'idolatra fieramente confederate insieme per il suo ultimo inevitabile sterminio, il popolo d'Israel esiste ancora [(109)].

Uno spettacolo si commovente non potea a meno di penetrare il sensibile cuore magnanimo di un Monarca fatto per essere il vero modello esemplare de' Regnanti, il Baluardo inespugnabile de' giusti, ed il padre clemente de' fedeli suoi popoli: fra le più alte importanti sue Cure una fu quella di vendicare la natura stoltamente oltraggiata dall'umana superstizione, umiliare i superbi, sollevare gli oppressi, proteggere l'innocente contro gli assalti proditorj della calunnia, e fare, in ultimo conoscere al mondo che gl'Israeliti erano uomini, e quindi suscettibili di tutte le prerogative essenziali ammesse a questa specie; l'opinarlo, il volerlo, e l'eseguirlo non fu che l'opera di un solo rapido istante. Attonito restando della rara generosa costanza colla quale seppero essi mantenere, e difendere (colle uniche troppo deboli armi d'una macchinale rassegnazione) e coltivare assiduamente collo zelo il più intenso, la edificante Religione de' loro padri per si lunga continuazione di secoli [(110)]; sdegnato dalle tante orride sciagure che in ricompensa di tale ammirabile fermezza facevasi loro tenacemente soffrire ovunque, dalla prima infanzia del Cristianesimo, fino a' tempi odierni [(111)], risoluto concepisce il vastissimo disegno di eseguire ciò che i più potenti Sovrani della terra hanno per reiterate volte inutilmente intrapreso nelle epoche decorse; ma però fra tutti quelli non contavasi già un Napoleone Primo alla di cui augusta presenza non avvi alcuno che resista, e qualunque anche più spinosa difficoltà resta molto facilmente appianata, cede senza ritegno al suo supremo volere. I Federighi Secondi, i Giuseppe Secondi, le Caterine di Russia, i Leopoldi ed alcuni altri avanti questi ne concepirono l'idea, lo tentarono sovente senza successo; questo eccelso prodigioso assunto era unicamente riserbato al grande, all'invitto Rigeneratore d'Israel.

Or fremino pure a voglia loro cogli Eisenmerger, co' Bielefeld, co' Michaelis, co' Poujol, e co' Bonald tutti que' meschini declamatori, che osarono inferocire per tante volte contro la causa la più esimia che la filosofia, e la natura insieme abbiano in alcun tempo sostenute; esse ne sono già bastantemente vendicate, e trionfante quella in ultimo rimase de' suoi caparbi, e snaturati persecutori, i quali più non rammenta oggi la Nazione d'Israel che con disprezzo, mercè l'augusto Impero della Ragione affidato dall'Eterno autore della natura al provvido Consiglio del franco franco Italo Regnante per conforto di questo popolo vessato già da tanti secoli in mille spietate guise differenti, che ripugnano l'indole medesima dell'essere umano.

Possa bentosto compirsi, o sovrano magnanimo, l'opera eccelsa che sì gloriosamente cominciare vi piacque. Riconosca da essa la derelitta famiglia di Sion il benefico vostro zelo augusto, come l'unica, e la più solida base di sua perenne felicita! Verrà ben presto il giorno, e di esso comparire già si vide il crepuscolo ridente in cui a vilipendio eterno de' reprobi nemici dell'umanità, che futilmente distruggere tentarono opera si portentosa e sì sublime, essa formerà l'oggetto dell'ammirazione universale di tutto il mondo, e la gloria indelebile dell'Eroe autore risuonerà dall'uno altro Emisfero.

E tu venturato Israel, lena riprendi ti riconforta! Il tempo divoratore di quanto esiste sulla terra ha ormai seppellita in perpetua obblivione l'esecrabile reminiscenza de tuoi perversi ed insensibili oppressori, e se alcuno per fatale combinazione tuttavia mirasi esistere fra noi sfuggito forse all'indefessa vigilanza del tuo Augusto Liberatore, esso non tarderà guari a soccombere sotto la spada ultrice delle sane, quanto eque, ed ammirabili sue Leggi, e sobire così la ria sorte medesima che debbono provare gl'insensati ribelli della natura, ed esso intanto unito a' satelliti suoi atterrito, e fugare corre tosto a seppellirsi coperto d'ignominia taciturno, e confuso nel vortice immenso delle sue criminose passioni da cui lo trassero un giorno i suoi deliri per flagello de' suoi simili, e così di nuocerti la minima possanza più non gli resta. Profitta dunque (nè un solo momento esitare tu dei) della disfatta estrema di esso; infausto può a te riuscire ogni ritardo; sfuggire non lasciare que' fortunati istanti ne' quali è a te accordato di respirare tranquillo il delizioso ambiente di una memorabile rigenerazione salutare, che dal Dio superno protettore degli avi tuoi ti è oggi amorevolmente destinata.

E voi finalmente, o uomini, che con giusti attributi acquistate l'assoluto diritto di comando sopra gli esseri umani vostri simili da' quali siete meritamente riguardati sovrani della Terra! Rammentatevi che tali voi non siete, se non se ad oggetto di rendere felici que' popoli che la sorte fortuita delle armi ha renduti subordinati al vostro alto potere [(112)]; studiatevi pertanto unanime d'imitare il più Benefico de' sovrani, l'Eroe Napoleone, sopprimendo da' vostri stati perpetuamente ad esempio di questo illuminato Monarca di tutte quelle odiose distinzioni che formano l'obbrobrio eterno di colui che vi acquiesce, o le autorizza, e denigrano turpemente l'esimia specie dell'uomo; il vero proprio interesse è impegnato non meno urgentemente di ciò che lo sia la solida felicità de' vostri subalterni, affinchè gli esseri umani sieno tutti riguardati in egual grado, in condizioni eguali, siccome tutti scaturiti da una stessa identica origine, onde tutti gli enti dotati di ragione sieno indifferentemente animati a veri comuni vantaggi della patria, ed alle utili produzioni; e così le scienze vi faranno altrettante nuove conquiste, quanto saranno per elleno medesime abbondanti le ricompense liberali che voi profonderete al felice progresso delle arti, e delle Scienze; fate che nulla vi sia d'impenetrabile allo Spirito di chiunque individuo umano, nè al prode valore de' vostri subalterni; e che, in ultimo, fra i luminosi trofei che decorreranno le vostre giuste imprese, la superstizione, e l'ignoranza sieno i primi de' funesti perturbatori della pubblica tranquillità delle nazioni che avrete col massimo impegno soggiogati, depressi, e combattuti