Esempio ammirabile! Sublime Lezione! Per che mai non v'introducete voi entro il cuore indurito di que' deboli sovrani che ripongono il proprio fasto nella miseria de' rispettivi loro popoli, che non si arrendono giammai ad altra voce che all'orribile trillo delle tumultuose passioni dalle quali sono essi furiosamente predominati, per farne eglino capire intimamente che se giusti non sono, saggi, benefici, e tolleranti, meno ricchi saranno, meno felici, meno potenti? Poichè il Regnante non è grande, se non se della grandezza de' propri sudditi, non è opulente che nelle loro dovizie, non è forte che per l'unione de' medesimi; ed ogni suo interesse è indissolubilmente vincolato a quello di essi, ne viene per conseguenza che tutte le di lui mire debbono aggirarsi unicamente a rendere felici quelle popolazioni che sono a quelli sottomesse: Le sort des armes (dice, per quanto Elvezio ci rapporta, un filosofo indiano a Tamerlan Imperatore de' Tartari) nous sommet à toi; es'-tu marchand? vend nous es'-tu bucher? Tue nous; es'-tu monarque? Rend nous heureux. E quale sovrano potrebbe a lui d'intorno sentire, senza ribrezzo, un simile rimprovero?

Per me diceva Seneca il filosofo, se è permesso a' mortali di giudicare degli arcani divini, io credo fermamente che i Principi non si possano per altri mezzi procurare una felicità inalterabile che per quello di creare de' felici: Quin ego si fas piumque mortalibus æstimare celestia nullam majorem crediderim esse Principum felicitatem, quam fecisse felicem. De Benef.

Tale è per se stesso realmente il vero, e l'unico sentiere che può condurre con sicurezza un sovrano della terra all'immortalità più luminosa, e di tutti i suoi tesori, e di ogni suo fausto, questo è il solo certamente che possa consolidate la sua gloria, e perpetuare la sua riputazione al grado più elevato a cui possa l'uomo inalzarsi sopra la terra.

Cap. XIV.

Un'assemblea de' più ragguardevoli fautori della credenza di Mosè dall'Augusta deliberazione di sì Magnanimo Sovrano, viene per tal effetto convocata nella Metropoli della Francia, ed in faccia dell'universo, la Rigenerazione d'Israel è solennemente proclamata.

Nel modo stesso che una venefica preparazione si è per tante volte veduto servire d'antidoto efficace contro gli effetti letali di un rodente veleno, così appunto nel caso nostro un disordine orribile produsse il sommo, e il più salutare di tutti que' beni che l'uomo possa in verun tempo conseguire nella sua vita.

In mezzo di tutti que' distinti memorabili vantaggi de' quali godevano pacifici gli ebrei abitatori della Francia, e dell'Italia dopo il fausto avvenimento a entrambi questi due troni dell'Imperatore Napoleone, pare, nulla di meno, la loro sorte era tutta via mal sicura, e fluttuante. Questo inclito Monarca il quale avea già riempiuto l'universo dello dello strepito squillante delle di lui gloriose gesta, e dell'alta imperibile sua fama, profuse non avea esso ancora le splendide testimonianze delle paterne sue Beneficenze sopra uno de' popoli i più sventurati de' suoi felicissimi dominj; ma de' più esatti, e fedeli osservatori delle ammirabili sue Leggi, e mentre che disponevasi forse a pronunziarle, una folla di reclami accorrono a denunziare a piè del Trono varie ingiustizie, ed estorsioni commesse a danno di certi modici proprietarj da alcuni ebrei abitatori de' Dipartimenti settentrionali dell'Impero francese. Sotto qualunque altro debole, o male prevenuto sovrano si sarebbe veduto, senza dubbio, proporre contro i denunziati fraudolenti de' mezzi perentorj di austerità, e di compressione affine di vendicare que' torti de' quali erano ad essi da mille parti imputati; ma l'Eroe clemente a cui benigna sorte volle renderci soggetti, ben lungi dal colpirli con quegli atti di rigore, che già tante volte gettarono la Nazione d'Israel nell'abisso d'ogni terribile flagello [(113)], esso fece servire quel disordine come di base inconcussa per il felice successo di quelle benefiche misure che serviranno ad insinuare a questo Popolo le abitudini, e i Costumi adeguati a fare de' Cittadini, ad ogni esperimento utili, saggi, e illuminati. Ecco in quale maniera quello stesso crogiuolo che gli avversarj d'Israel aveano già sollecitamente preparato, ad oggetto di raffinarvi le nuove sofferenze, ed i tormenti di una frazione di questo popolo, e forse ancora di tutto per consenso, diventa la fonderia opima, e inesauribile di ogni sua più intensa felicità [(114)]; è dunque così che il salutare imperiale Decreto (30. Maggio 1806.) il quale sarà ne' fasti del Judaismo il monumento il più luminoso che possa mai quello trasmettere alla posterità, degno di eccitare l'emulazione, e lo stupore degli altri popoli, fece in un istante convertire lo sdegno in protezione, il rigore in provvidenza, nel modo appunto che una furibonda tempesta porta regolarmente seco un cielo ridente, e sereno, e che un turbine di guerra, è sovente il precursore di una pace solida, e tranquilla; e la triste umiliazione a cui ridotto l'uno, e l'altro senza scampo l'avrebbe trasformata si vide in decoro, civilizzazione, tripudio.

Lo scopo primo, ed essenziale dunque di si fatto eccelso Decreto si rivolge propriamente a conferire alla nazione de' credenti mosaiti quelle prerogative sociali, che la stupida criminosa ignoranza de' secoli decorsi avea ad essa in ogni tempo ferocemente rifiutate, e rimetterla ne' suoi diritti assoluti alla stima universale di tutto il genere umano di cui essa fa parte, e dirigendola sull'ameno sentiere che può guidarla senza pericolo all'intero possesso di una felicità deliziosa, e permanente, renderla veramente degna dell'augusto protettore che la sostiene, e della sventurata patria che le è da esso amorevolmente accordata. Quindi è per ultimo, che un genio abituato a concepire colla più saggia belicosa fermezza, quanto v'ha di utile, di arduo e di sublime ad un tempo nell'ordine delle cose terrene; avvezzo a tutto vedere cedere alla perspicacia incomparabile della di lui esimia intelligenza dovea certamente ritrovare un assunto molto agevole quello di rovesciare in un rapido movimento l'edifizio mostruoso che gli umani smarrimenti avevano costruito in tanti secoli, e sotto le sue esecrabili rovine seppellendo una volta per sempre tutte quelle traccie abominevoli d'infamia e di abbjezione, che da tempo immemorabile sembrano perpetuate sopra la terra per cospirare lo sterminio totale degl'infelici reliquati di Gerosolima, la vetusta cospicuità di questo popolo risorgere si mira più fastosa, e più durabile di quella dove sia il medesimo asceso in verun epoca giammai, nè sotto alcun dominio a cui fu egli soggetto in tante parti di mondo conosciuto dopo la di lui estrema dispersione [(114)].

Per altro, tutte queste benefiche disposizioni, sebbene rivolte ad un fine oltremodo edificante, pure aveano esse duopo frattanto di una certa imponente apparenza di religiosa formalità che loro mancava fino a questo momento, e senza la quale difficilmente avrebbero quelle ricusato il loro salutare opportuno intento [(115)].

Una si fatta necessaria precauzione sfuggire non potea certamente in modo alcuno alla sottile penetrazione dell'Eroe Benefattore; egli la sentì, la vide, ne conobbe l'intimo valore, e prendere la volle risolutamente l...rebbe, onde ovviare a quest'ammirabile impresa qualunque ostile contrasto, che avesse potuto arrestarne gli avventurosi progressi, interromperne il corso, e allontanarlo; e poichè il popolo non si pascola che di apparati esterni, come da noi fu dimostrato altrove, esso volle quì ancora secondarlo, ordinarlo collo stesso Imperiale Decreto, che una grande Assemblea composta d'individui professanti la credenza di Mosè, e forniti di probità, di talenti, e di coltura sarebbe immediatamente convocata nella metropoli dell'Impero francese, e dietro le ricerche politico religiose (delle quali sarà da noi ragionato sufficientemente) che le fossero state fatte dal Magistrato Supremo, che avea fatto convocarla espressamente, essa proclamerebbe in faccia dell'universo la Rigenerazione formale dell'intera popolazione d'Israel; e così appunto accadere si vide; ma i Capitoli seguenti ci faranno con evidenza più sensibile conoscere ciò che fu dall'Assemblea medesima operato in questo importantissimo assunto, non meno di quel tanto di più che da essa operare si potea in suo speciale solido giovamento.