[(113)] Non mancano pur troppo, esempi nell'Istoria da farci inorridire di questa fatale verità, e quanto fu da noi esposto, a varie riprese, fino ad ora affine di viemaggiormente comprovarla (ved. il [cap. IX.] colle annot. che vi sono comprese) non è che un debole saggio di quel tanto che adurre si potrebbe, onde rendere più evidente che oltre le innumerabili calamità di ogni genere, di cui si fecero gli ebrei sempre le vittime in ogni angolo di mondo, e sotto qualunque siasi regime della terra, spignevasi la perfidia contro di essi fino a dichiarare nulli i loro Contratti, e ad assolvere i loro debitori dal pagamento delle somme che avevano ricevute, e ciò sotto mendicato infame pretesto di frode, o di estorsione, e questi miseri creditori senza difesa potevano anche reputarsi felici se dessi non erano espulsi dal paese, o puniti in altra guisa del male che ricevevano. E così che nell'Anno 1347. i Burgravi di Norimberga e nell'Anno 1360. due gentilomini di Boemia furono dichiarati dall'Imperatore Carlo IV. assolti di tutto ciò ch'essi dovevano agli ebrei, capitale, ed interessi. L'Imperatore Venceslao fece ancora di più: l'Anno 1390. con un editto pubblicato in ogni parte dell'Impero, tutti i Principi, Baroni, Signori, Cavalieri, Cittadini, ed altri sudditi dimoranti nel territorio de' franchi furono liberati, e assolti onninamente da qualunque siasi debito contratto con individuo Israelita, capitale, ed interessi.

(ved. Haerbelins teutche Reich Histoire. VIII. p. IV. pag. 5 & 6.)

[(114)]

[(114)] Cosa sono essi mai tutti que' vantaggi che osservammo avere conseguiti l'ebreo sotto alcuni Principi saggi, e benemeriti dell'umanità posti al confronto delle calamità incalcolabili alle quali soccomberono sì di frequente sotto il regime sanguinario di tanti altri governanti snaturati, e crudeli? E a che mai si riducono, d'altronde, tutti que' favori de' quali si mirano colmati qualche volta gli individui di questa nazione, livellati al cratere opposto di quelli che la provvida mano del loro augusto liberatore compartisce ad essi profusamente in questo istante? Quelli avevano per disegno un bene precario, ed istantaneo, e che non limitavasi che ad una discreta esigua popolazione; questi hanno per base fondamentale la prodigiosa Rigenerazione universale dell'intero Corpo esercente nel mondo la credenza di Mosè.

[(115)] Noi abbiamo avuto luogo di dimostrare fin quì molto sovente tale essere appunto la meschina deficienza umana, ch'essa non cede che all'apparenza, non si pascola che di quella, nè si arrende che alle sole sue malefiche ripulsioni; gli oggetti i più triviali, se non ancora forse i più spregevoli divengono sacri alla rinfusa per la moltitudine abbrutita (la quale non giugne in alcun tempo a oltrepassarne la superficie) quando sono corredati da quel falso brillante follemente caratterizzato da essa collo specioso attributo di religiosa decorazione; e quelli al contrario che portano daddovero seco loro ma senza dimostrarsi l'impronta indelebile del sano, e del divino, sono dal torpido volgo riguardati generalmente come antireligionarj, come profani, per che trova esso mancare loro quell'orpello ammaliante, che attrae la di lui adorazione macchinale senza riflessione, e senza esame che offusca la sua mente, e lo confonde.

Cap. XV.