Che i Divorzi sono divenuti molto meno frequenti presso gli ebrei da quando sono stati questi dispersi fra i popoli differenti della terra, le Leggi de' quali non permettono la dissoluzione de' matrimonj per cause frivoli, o per leggeri motivi, è un fatto che l'esperienza ognora in chiari sensi ci contesta. Per verità vi fu un tempo in cui, al dire degli scrittori, una minima parola, un piccolo disgusto, un sentore di gelosia, qualunque, erano Cause Sufficienti per annullare interamente vincoli maritali; ma le Leggi Civili della nostra Colta illuminata Europa, avendo riconosciuto il nocumento incalcolabile che risentita avrebbe la società dall'abusiva frequenza di sifatte dissoluzioni, sono accorse all'efficace riparo, prescrivendo le indagini le più accurate, e le più rigorose cautele avanti di passare diffinitivamente a pronunziarle nelle debite forme che loro conviene; di maniera che oggi tali separazioni più non sono appoggiate sulle fervide Controversie incessanti d'Illel, e di Sciamaj, nè sulle opinioni bizzarre del troppo indulgente R. Akiba, nè sul prodigioso esperimento delle acque amare che oggi più non conosciamo [(125)].

Ma le sole cause legittimamente contestate sono quelle che le nostre Leggi sane, ed ammirabili prendono per guida, onde autorizzare giustamente il Ripudio, senza che gli statuti di società, e di natura sieno in verun modo nella benchè minima parte lesi, nè alterati.

Fin quì noi andiamo apparentemente in massima d'accordo, veggiamo se nelle questioni susseguenti noi possiamo con pari armonia uniforme convenire.

La Risposta emessa dall'Assemblea alla terza domanda: un ebrea può maritarsi con un cristiano, ed una cristiana con un ebreo? ovvero la Legge prescrive che gli ebrei non si maritino che fra di loro? Consistente, cioè, nella soluzione seguente:

La Legge non dice che un ebrea non possa maritarsi con un cristiano, nè una cristiana con un ebreo, nè molto meno essa impone che gli ebrei non possano maritarsi che tra di loro.

Questa Risposta, dico, non potrebbe essere nè più sensatamente fondata, nè più certa, se però attaccati noi fossimo unicamente alla sola teoretica prescrizione mosaica, stabilita da noi come la prima base fondamentale della nostra propostaci Riforma della credenza d'Israel; ma la pratica tradizionale che a quella si fa oggi di gran lunga prevalere, ce la fa comparire ben differente. Infatti, a che giova mai di vedere queste unioni da una parte ampliamente permesse, ed autorizzate dalla scrittura medesima [(126)], se la stravagante tradizione dall'altra vi oppongono di continuo mano forte per farle riguardare, in ogni senso, con ribrezzo, e con orrore, per tacere quelle insensate leggi, che giungono finanche a condannarle, sotto comminatorie di anatema, o di morte [(127)].

Suppongasi, per puro esempio, un ebrea congiunta in matrimonio ad un incirconciso, come mai potrebbe questo soffrire di vivere separato dal suo Letto maritale, benchè nel medesimo quartiere, presso che una terza parte dell'Anno, ad intervalli differenti, vederle radere la chioma fino alla cute, assoggettarsi a doversi nutrire il sabato di cibi cucinati il giorno avanti, senza potere in quello calcolare sul di lei servizio, di sorte alcuna; e l'educazione ch'ella conferirebbe a' propri figli, potrebbe mai degenerare da' suoi mostruosi principj? Viceversamente retorquendo la Circostanza, vale a dire che il vincolo maritale succeda fra un ebreo, ed una femmina di altra Setta, come mai adattare questa si potrebbe ad una preparazione di cibi, che la Legge formalmente gli ...ta gli gli prescrive a suo consorte e tutta nuova per essa; come ridurre quello mai la potrebbe alle lunghe astinenze di nuziali funzioni; ed alla stretta osservanza d'infinite altre bizzarre cerimonie che una femmina congiunta ad un ebreo è nel pressante dovere di conoscere, e praticare secondo quanto è dalla tradizione Rabbinica severamente comandato [(128)]? E non è essa forse questa medesima tradizione che gli condanna entrambi, se trasgressori, o indifferenti si mostrassero nell'osservanza scrupolosa delle bizzarre pratiche accennate, che l'ebreo avvezzo a mantenere come sacre, giugne difficilmente a rinunziare? E appunto per simile ponderato riflesso, che io non posso cessare d'insistere, che i matrimonj de' quali trattiamo, non potranno giammai essere permessi agli ebrei, che in forza del nostro fissato piano di Riforma, che esclude interamente con troppo giusti, ed inconcussi motivi, qualunque siasi prescrizione tradizionale, che sola ne forma l'ostacolo funesto, e sovente insuperabile da ogni parte [(129)]; e gli esempi dall'assemblea nostra opportunamente riportati, de' moltiplici nodi conjugali vincolati fra i Cristiani, e gli ebrei in Francia, in Ispagna, ed in Germania, non fanno che avvalorare il mio principio, ed autenticare nel tempo stesso che gl'individui ebrei contraenti sifatti legami, determinati a rigettare tutte le tradizioni misniche, o talmudiche non avranno seguitata che la sola credenza de' primi benemeriti Institutori della sinagoga ebrea, fra i quali dimostrammo, non è che un istante, quanto simili Vincoli fossero frequenti, ed in questo Caso niente certamente di più facile a combinarli col migliore successo; e quindi quelle si fatte cerimonie religiose distinte col nome di Kidushim, senza di cui niun Matrimonio, secondo il Talmud, può essere valido, siccome altro questo non è che una certa formalità consistente in alcune benedizioni che accompagnano la presentazione di un anello che fa l'uomo alla femmina colla quale vuole contrarre matrimonio, e nelle parole seguenti proferite da esso nel momento di porgerlo: הרי את מקודשת לי בטבעת זות כדת משה בישראל (Are at Mekudescet Li vetabaghat Zoth chedat moscè veisrael) Ecco che tu sei consecrata per me, col mezzo di quest'anello, secondo la Legge di Mosè, in Israel.

Tali cerimonie verrebbero dunque a cessare di loro natura, come imposte da un Codice che più riconoscere non dobbiamo come sacro, e scaturite da una sorgente che più non ha rapporto seco noi di sorte alcuna, sostituendosene in vece da entrambe le parti una mutua espressa confessione di reciproco legame nell'atto medesimo della presentazione dell'anello in faccia del ministro civile, e di due testimonj autentici oculari; ecco dove tutte le sane Leggi fanno consistere propriamente la validità la più inconcussa, e permanente di qualunque patto, o vincolo matrimoniale.

Ma di ciò essendosi ragionato quanto fa duopo, conviene ora passare alle indagini che necessariamente offrire ci dovranno ancora le restanti questioni, che noi entriamo bentosto ad esaminare con ogni diligenza possibile.

Nulla mi emerge di aggiugnere alle ponderate soluzioni che le dotte nostre assemblee hanno emanate alla quarta, e quinta interrogazione; esse contengono delle verità non meno positive, che interessanti alle quali non si può certamente non deferire di buon grado in ogni senso: noi ci arresteremo unicamente sulla sesta interrogazione, dove sembrami opportuno di dovere riuscire inutili allo spirito esimio che l'ha dettata; essa dunque consiste a sapere: Se gli ebrei nati in Francia, o dalla Legge trattati come Cittadini francesi, riguardano essi la Francia come loro patria, se hanno l'obbligazione di difenderla; se sono tenuti di obbedire alle Leggi, ed osservare tutte le disposizioni del Codice Civile.