La sera del giorno seguente, trovatosi Alfredo, col Conte X… sul corso della suaccennata città, potè stabilire che il cavallo inglese aveva il vizio di scappare, cavandosi prima la briglia. Quell'intelligente animale, all'incontro, era ritornato di carriera alla sua cara stalla rifacendo la lunga strada dianzi percorsa….. Pochi giorni dopo, Alfredo, visitò, per convenienza, il Pony, in scuderia, ma questi, per la sua memoria di ferro, o forse perchè alleato del noto cagnaccio, gli mandò un calcio nelle regioni meridionali, scansato per miracolo, dal destinatario. I pittori a lungo andare, non sono tanto sfortunati!….

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Oh! i bei tempi antichi, in cui i convegni galanti avvenivano durante una caccia alle belve, fra lampi e tuoni, come quello di Enea e Didone, nella famosa grotta, da Virgilio splendidamente descritto.

. . . . . In questa il cielo,
»Mormorando turbossi e pioggia e grandine
Diluviando d'ogni parte in fuga
Ascanio, i Teucri, i Tiri, ai più propinqui
Tetti si ritirano; e fiumi intanto
Sceser da monti ed allagaro i piani,
Solo con sola Dido Enea ridotto,
In un'antro medesimo s'accolse.
Diè di quel che seguì la terra segno,
E la pronuba Giuno. I lampi, i tuoni,
Fur de le nozze lor le faci e i canti.
Testimoni assistenti, e consapevoli
Sol ne fur l'aria, e l'antro, e sopra 'l monte
N'ulularon le Ninfe . . . . .»

Annibal Caro—Eneide di Virgilio
libro IV per.º 11.º.

Ora quei convegni, sono al riparo dalla pioggia, dal vento, dal sole, e da altri pericoli, e perfino le tenebre, talora simpatiche, sono respinte dalla luce elettrica. In luogo delle grotte, abbiamo dei camerini addobbati, in luogo dell'aria, del monte, della foresta, e della pronuba Giuno, guide, testimoni, protettori dei sublimi innamorati abbiamo valletti retribuiti, d'ambo i sessi, e segreti infino a che non mutano padrone…..

….. Alfredo però dovea pensare qualche volta secondo il costume moderno più ragionevole, perocchè a lui, la notte, l'uragano, i cani feroci ed il baiardo che fugge senza briglia, non hanno giovato in verità. Oh! ma Alfredo alla prima occasione farà lo stesso…..

E noi, avendo sacra la vita dei nostri lettori faremo loro grazia del racconto dettagliato di tutte le cadute di Alfredo dall'alto, e della mezza dozzina di ribaltate per fortuna incruente, delle drammatiche grassazioni finite senza morte o ferita, e con limitato dispendio, delle ingiustizie subite senza irreparabile danno, dei naufragi miracolosamente scongiurati, delle bastonate deluse, e di tre brevi arresti per tre mal'intesi. E finalmente, dopo quanto sopra, qual meraviglia se Alfredo, in una città lombarda, all'età di 13 anni, era anche Venerdì, si avesse strappata una falda del suo primo palmerston nuovissimo, in causa di una troppo frettolosa scantonata di un vandalo garzone fabbro, che teneva in mano, due vecchi spiedi? Quegli inoltre cantava correndo….. Fatalità, fatalità.

PARTE 1ª

CAPITOLO VIII.