La loro musica commovente, fino allo stridor di denti, è più abbondante nei paesucoli. Ma che volete farci? Si devono compatire quegli infelici, avendo dovuto essi innocentemente, eludere la Legge, che confessiamolo, ha trovato soltanto di vietare la indecente questua al minuto, perchè indizio di oziosità, mentre non ha peranco scoperto il meccanismo di troncare la questua all'ingrosso, che è la prova della demoralizzazione.

E fosse quest'ultimo il solo malanno sociale!

Sonvi inoltre nel consorzio umano, specialmente nella seconda metà del Secolo XIX, tre categorie di individui che fanatizzano i buoni principi sociali-religiosi-politici.

L'una è quella dei mangia-poveri—l'altra quella dei mangia-preti—la terza quella dei mangia Signori. Abbiamo usata la frase di cui sopra, estranea, direte, e forse un po' troppo volgare, ma fu anzi per esprimere con maggior significato, il vocabolo distruzione, demolizione. Perciò dovete compatirci.

Queste tre categorie sono la rispettiva cagione dell'odio di classe, e ne conseguono le esagerazioni, ed i danni. Chi ha creata la prima categoria?—L'egoismo dei poveri fanulloni, senza pudore, che privano perciò, spesse volte di soccorso i poveri buoni e fieri; fieri perchè preferiscono soffocare fra quattro mura, la loro incolpevole miseria. = Chi ha costituita la seconda categoria?—Gli stessi preti, parecchi dei quali, dimentichi della loro santa missione, o scorretti od esosi od intriganti hanno accumulato tutte le ire anche sui preti esemplari. = E chi ha fatta nascere la terza categoria?—I ricchi medesimi, perchè allucinati dagli eterni leccazampe inorgogliti dagli inevitabili bassi adulatori, o da chi, per obbligazione, deve dar loro sempre ragione, hanno finito per erigere fra essi ed il non abbiente popolo onesto una nuova muraglia della China. Maggior intelligenza pertanto, minor orgoglio, per avere concordia, e da questa il generale ben essere.

Ormai, gridava un tale che moriva di inedia, ci mangiamo l'un l'altro, e parlava giusto; noi facciamo come i pesci, piscis pisciculum vorat, colla differenza però che i pesci mangiano per vivere, mentre noi viviamo per mangiare. Molti, per poter pascersi a sazietà su tutta la linea, alle spalle dei loro padroni, cercano in ogni modo lecito od illecito, di allontanare dal mulino gli onesti amici del mugnajo.

Ahimè, soltanto ora, noi ci accorgiamo di esserci scostati un centinaio di chilometri dall'argomento, di cui al Capitolo in corso, ma procureremo dì ritornare sul sentiero maestro.

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Caduta la notte di quel primo giorno d'arrivo di Zaira ed Alfredo, all'ospizio Climatico, Alfredo andò nella sua cameretta fin troppo modesta, perchè all'ultimo piano, verso corte, e quasi senza luce. Lord dovette farsi la cuccia sotto il letto del padrone. Si vede che l'Albergatore aveva buon naso, perchè tosto riconobbe la qualità stentata del suo forestiero; il prezzo del resto, non era stato di molto inferiore a quello delle altre camere possibili. Ma ciò non dava alcun fastidio al nostro Pittore, perchè egli, di solito, durante il giorno, passeggiava pei Colli circostanti, e la notte nel cortile, siccome fanno i conigli.

Nel mattino seguente si vociferava che altri quattro forestieri fossero giunti all'ospizio, cioè una signorina bella, giovane, elegante; una cameriera antipatica e due signori maturi, e molto impettiti. Lord, fa imbestialire anche il conduttore dell'ospizio, perocchè, secondo il suo vizio speciale, aveva portato in camera del proprio padrone, il prescritto registro dei forastieri. Gesummaria!!! Alfredo, potè leggere tosto, nell'ultimo foglio, il nome dì Violetta Giacinto. Un tremendo calcio a Lord, e la pronta restituzione al padrone dell'Albergo di quel registro, con mille scuse. Il padrone riconciliato con Lord (prudenza, quando si ha troppa paura dei grossi cani) conchiuse che dovrà essere un bravo portatore del selvatico. Nè per fortuna, si era peranco accorto, di un altro difettuccio del cane in parola, quello vorrei dire, di rubare formaggi e salami in genere.