Noi non intenderemmo gran che di quei rispetti, di quei rimproveri e di quei pentimenti, se la Veronica stessa non si fosse data cura di chiarire il mistero nel capitolo seguente, che è il quinto, capitolo che sarebbe difficile accordare in ogni sua parte col terzo, quando pure volessimo prenderci cotal briga, e dove son cose che non ci saremmo aspettate.

La Veronica dice al suo fedele innamorato:

Signor, la virtù vostra, e ’l gran valore,

E l’eloquenzia fu di tal potere,

Che d’altrui man m’ha liberato il core.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Quel ch’amai più, più mi torna in dispetto,

Nè stimo più beltà caduca e frale,

E mi pento che già n’ebbi diletto.

Anzi che amare quell’altro, ombra mortale, ella avrebbe dovuto amar lui, solamente lui,