Pien di virtù infinita ed immortale.

Confessa il suo fallo, e promette solennemente di mandare in avvenire per la virtù la beltà in bando. Conchiude dicendo:

Per la vostra virtù languisco e pero,

Disciolto ’l cor da quell’empia catena,

Onde mi avvolse il Dio picciolo arciero:

Già seguii ’l senso, or la ragion mi mena.

Da tutto ciò si ricava che la Veronica aveva in Venezia un amante fisso (non dico già che non ne avesse anche altri di fissi) col quale forse coabitava, se, partita lei, egli rimaneva solo in solitario tetto. Si ricava inoltre che la Veronica ebbe un bel giorno un amorazzo, o un capriccio, e che trascinata dalla subita passione (se pur non era interesse) piantò lì l’amante consueto, e se ne andò col nuovo fuori di Venezia; che l’amante nuovo era bello; che il vecchio non era bello (o perchè allora lo chiama Apollo in sembianza?) ma virtuoso, anzi pieno di virtù infinita; che la Veronica presto si stancò dell’amor nuovo, o non ci trovò quello che contava trovarci, e, pentita, tornò all’antico. Di che sorta fossero le virtù dell’amante vecchio non dice; ma non si esclude che potesse avere molti quattrini e li spendesse volentieri. L’ultimo verso:

Già seguii ’l senso, or la ragion mi mena,

getta un po’ d’incertezza sulla natura dell’amore della Veronica, e poco s’accorda coi versi appassionati di cui abbonda il capitolo terzo; ma l’amante, che esso doveva consolare e rassicurare, era, come si può intendere, una buona pasta d’uomo. Rispondendo a sua volta, egli lodava l’amica dell’onesto e saggio proposito, si confessava spoglio di quelle virtù che veramente avrebbero potuto meritargli l’amor di lei, ma affermava indirettamente d’essere uomo che ’l falso aborre, segue il vero. Se non avesse avuto altro, bisognerebbe ammirare, più che la sua, la virtù della buona Veronica.

Questo amore non avrà acceso nel cuor di lei grandi vampe; ma avremmo torto noi se, per ciò solo che molte volte l’amor suo fu mentito, la credessimo incapace di amore, e dicessimo ch’ella non amò mai. Se badassimo anzi alle sue parole dovremmo credere ch’ell’era sempre innamorata, e qualche volta a suo dispetto. Non è vero che ella viva, come altri pretende,