Solo una notte, e mai non fusse l’alba.
Qualcuno in sì fatto argomento l’avrà certo pensata diversamente da lui. Lodovico Vives, che raccomanda alle donne la lettura delle opere di san Gerolamo, di sant’Agostino, di sant’Ambrogio, e di altri padri e dottori della Chiesa, e quella pure degli scritti di alcuni gentili, come Platone, Cicerone, Seneca[58], proibisce severamente il Decamerone, e non dice una parola in favor del Petrarca; si capisce che non doveva averlo in grazia[59]. Ma Lodovico Vives non era italiano. In Italia non solo si raccomandava, dagli uomini colti, la lettura del Petrarca, ma il Petrarca stesso era ancora molto di frequente allegato, come autorità di prim’ordine, in certe disputazioni. Ricorda il Bandello[60] che, parlandosi in presenza d’Ippolita Sforza, dei costumi delle donne, alcuni che affermavano non aver queste pregio maggiore della onestà, citarono il sonetto del Petrarca:
Cara la vita, e dopo lei mi pare ecc.;
e più raccolte si fecero allora dei versi morali, delle sentenze, delle comparazioni e dei proverbii di lui.
Giovanni Boccaccio aveva profetato che il sepolcro del Petrarca diventerebbe famoso al pari di quello di Virgilio, e che da tutte le parti del mondo vi trarrebbero le genti in pellegrinaggio. E così avvenne in fatto. Arquà, dove il poeta era morto, e dove, prossima all’arca che racchiudeva le spoglie di lui, sorgeva la casa in cui egli aveva passati gli ultimi anni di sua vita, diventò nel Cinquecento una specie di san Giacomo di Compostella letterario e laico. I varii e successivi possessori della modesta quanto famosa casetta, non solo non ne contesero mai l’accesso a nessuno, ma si adoperarono per dare ai pietosi visitatori ogni possibile soddisfazione; e forse al troppo zelo di alcuno di essi si deve l’una o l’altra delle cose stimate del Petrarca che ancor vi si vedono, lo stipo, la scranna, la gloriosa gatta. In un breve capitolo in lode del poeta, capitolo attribuito da alcuni al Doni, da altri al Sansovino o all’Anguillara, si legge:
Mi dite che in Arquato è una bell’arca,
Lontan da Padoa circa dieci miglia,
Dove son Tossa del Toscan Petrarca.
Che ’l luogo ad un Parnaso s’assomiglia.
E d’Italia non pur gente vi corre,