Per fortuna nojosa e violenta,
ella n’era da alcun tempo lontana, non aveva pace e contava l’ore che mancavano ancora al ritorno. Rivedeva, nell’accesa fantasia, i palazzi marmorei, ricchi di fregi più simili a lavoro d’ago che di scalpello, specchiarsi nei mille canali con cui la laguna sembra che allacci a sè
l’alma cittade
Del mar reina, in mezzo ’l mar assisa;
la città ricca di quanta ricchezza e di quanti beni il mondo produce,
Sì ch’eterna abondanzia la circonda,
E di tutti i paesi fruttuosi
Più ricca è d’Adria l’arenosa sponda.
Ed in qual parte del mondo s’ama come s’ama in Venezia?
Il mar e ’l lito quivi arde e sfavilla