O Matrema non vole, o Lorenzina,
O Angela, o Cecilia, o Beatrice[585],
Sia vostro essempio omai questa meschina.
Già fui [sì] favorita e sì felice!
Vestiva d’oro anch’io; mo un sacco grosso:
Le starne odiavo, or bramo una radice.
Già preziosi odor portavo addosso;
Or solfo, argento vivo, empiastro al male
Tal che appena sofferir nol posso.
Foglie di cavol son il bel trinzale[586],