[259]. Se ne può vedere qualche esempio nelle Facezie del Domenichi, ediz. di Venezia, 1599, pp. 63, 382; nella Saggia pazzia di Antonio Maria Spelta, Pavia, 1607, l. II, c. 4; nel Diporto dei viandanti di Cristoforo Zabata, Pavia, 1596, p. 120; nel Fuggilozio di Tommaso Costo, Venezia, 1601, p. 245.

[260]. I Marmi, ediz. di Firenze, 1863, vol. I, p. 104.

[261]. Cent. I, ragg. 77.

[262]. Le pistole vulgari, Risposta della Lucerna, ediz. di Venezia, 1542, f. 192 v.

[263]. Ragguagli di Parnaso, cent. I, ragg. 53.

[264]. Nel dialogo intitolato Antonius.

[265]. Genialium dierum, I, 21; III, 19. Il Pontano ed Alessandro degli Alessandri parlano di grammatici latini; ma lo Spelta si lagna anche molto della pedanteria dei grammatici volgari, Op. cit., l. II, c. 5.

[266]. Garzoni, loc. cit.

[267]. Franco, Dialogi piacevoli, ediz. di Venezia, 1541, f. 70 r.

[268]. Ediz. cit., dial. II.