Flet Venus et moesto corpore moeret Amor.

In un altro epitafio, pro Nichina defuncta, dice il poeta:

Pieriae cantent circum tua busta puellae,

Et Phoebus lyricis mulceat ossa sonis;

ma la stessa Nichina dice di sè:

lupanar

Incolui, fulgor fornicis unus eram.

(Quinque illustrium poetarum, Antonii Panormitani, etc. lusus in Venerem, Parigi, 1791, pp. 15, 38). Le meretrici di cui fa parola il Poggio in alcune delle sue Facetiae (XXV, LXIII, LXXVII, XCII, CXIII, CLXXXVIII, CCXXXV, CCXLIII) nulla hanno della cortigiana. Così pure nulla mostrano della cortigiana, e tutto della meretrice volgare, le Silvie, le Lelie, le Lucie, le Tecle e le Orsole di Giano Pannonio (1434-72), Poemata, Trajecti ad Rhenum, 1874, vol. I, pp. 505, 506, 522, 524, 550, 565, 577, 578, 583, 584, 592, 599, 600, 601, 616, 618, 619.

[347]. G. Cugnoni, Agostino Chigi il Magnifico, in Archivio della Società Romana di storia patria, vol. II (1879), p. 78.

[348]. Galligo, Circa ad alcuni antichi e singolari documenti riguardanti la prostituzione tratti dall’Archivio centrale di Stato di Firenze, in Giornale italiano delle malattie veneree, ecc., anno IV (1869), vol. I, pp. 186-92, 247-53.