De sçavoir mieux le Pétrarque chanter.
Il Du Bellay soggiornò alcun tempo a Roma circa il mezzo del secolo XVI, e ciò dà molta importanza a quella sua poesia, che dovrò citare più altre volte. Il Trionfo della lussuria di maestro Pasquino, testè citato, e che dovrò citare ancora, è un poemetto di quattro capitoli in terzine, stampato in Venezia (non so se ce ne sieno altre edizioni) nel 1537. È una specie di visione, in cui lo Zoppino prima, e poi maestro Andrea dipintore (personaggio che ritroveremo più oltre) mostrano all’autore varie genti, seguitatrici del carro della lussuria, tra le quali sono meretrici in gran numero. Questo curioso componimento vedrà di nuovo quanto prima la luce a cura del sig. G. Baccini.
[356]. Le rime burlesche edite e inedite di Antonfrancesco Grazzini detto il Lasca per cura di Carlo Verzone, Firenze, 1882, capitolo In lode della Nannina Zinzera cortigiana, p. 571.
[357]. Capitolo alla Signora Ortensia Greca, Il secondo libro delle opere burlesche di M. Francesco Berni e di altri, parte I, Leida (Livorno), 1824, p. 62. Modello di cortigiana elegante e compita può considerarsi quella Tortora della quale si parla nella Puttana errante in prosa, molto a torto attribuita all’Aretino. Di lei dice la Maddalena alla Giulia: «Ella, come ho detto, essendo bellissima, di corpo nettissima, sta sempre allegra con ogni persona: non che rida forte e fuor di modo, mostrando denti, soavemente sorride, ed è sollazzevole con motti pronti, quali non dicono parole ingiuriose ad alcuni, ma dilettano e muovono a riso. Sempre ella ragiona poi con tutti moderatamente, ed ha cognizione di molte e varie cose, e sanne bene ragionare. Conversa con ogniuno con gentilezza, non dice mai bugie e non inganna, ma va da chi promette, e non chiede nulla avanti tratto..... A cena beve e mangia moderatamente, nè se mostra avida di cibi, quantunque al gusto suo fossero soavissimi; anzi quelli che gli sono posti inanzi moderatamente piglia, e poco ne mangia, premendogli con le punte de le dita, e mangiali a poco a poco, da un lato solo, e poi ad agio, senza segno di avidità. Sta sempre con viso quasi ridente, non parla in orecchi a persona, riguarda solo colui che l’ha invitata, a cui fa vezzi; e s’egli è appresso, o teneramente gli preme il piede, o gli tocca, che par a caso, la mano; con lui sorride, e con lui parla, e sempre a lui s’accosta, e con ogni arte si mostra accesa di lui, e di qualunque cosa ch’egli faccia». Cito, acconciando, dalla spropositatissima stampa fatta dagli Elzevir per accompagnare i Ragionamenti. Questa Puttana errante altro non è se non il primo dei Dialoghi doi di Ginevra e Rosana, stampati la prima volta nel 1584. Vuol esser notato che la Tortora, qual è descritta in questo passo, appare in tutto simile alla etèra Lira descritta da Luciano, Dialoghi delle cortigiane, VI.
[358]. Le due cortigiane, atto III, sc. 1.
[359]. Lettere, Parigi, 1609, vol. IV, f. 159 r. e v.
[360]. Le lettere, ediz. cit., l. III, lett. 41, p. 248.
[361]. Novelle, parte II, nov. 51.
[362]. Novelle, parte IV, nov. 17.
[363]. Facetie, motti et burle di diversi signori et persone private, ediz. di Venezia, 1599, p. 21. Vedi anche pp. 234, 236 e 385.