Ch’ogni altra cosa appresso a sè li spiacque.
[372]. Dice la Nanna in uno dei Ragionamenti dell’Aretino: «chi si fa figliuola del Duca Valentino, chi del Cardinale Ascanio; e Madrema si sottoscrive Lucrezia Porzia Patrizia Romana, e suggella le lettere con un segno grande grande». Parte I, giornata III, p. 158. Nello Stufajuolo del Doni, uno sciocco innamorato, dà, in una sua lettera, titolo di marchesana a certa cortigiana tedesca.
[373]. Nel Trionfo della lussuria di maestro Pasquino è cenno di una cortigiana, non nominata, la quale in inferno, di rabbia arde e sospira, sapendo di poter essere riconosciuta pel sangue suo che agogna a grande onore. Non può essere Tullia d’Aragona, la quale è ricordata come viva, e molto favorita, poco più oltre. Il Trionfo fu stampato nel 1537 e la Tullia visse fino al 1556.
[374]. Ecatommiti, nov. 8 dell’Introduzione.
[375]. Lo Zoppino parla dei vili natali di Matrema non vuole, di Giulia dal Sole, della Beatrice, di Angela Greca, di Cecilia Veneziana, di Tullia d’Aragona, di Lucrezia Padovana, della Angioletta, di Tina Baroncella e di altre. Ragionamento cit., pp. 442-7. Il Veniero, nella Puttana errante, assegna ad Elena Ballerina una assai vituperosa genealogia.
[376]. Ragionamento cit., pp. 431-2.
[377]. Garzoni, Op. cit., disc. LXXIV, p. 597.
[378]. Satira A M. Flaminio.
[379]. Vedi Lea femmes blondes selon les peintres de l’école de Vénise, par deux Vénitiens (Armand Baschet et Feuillet de Conche), Parigi, 1865, pp. 45-106, 271-309, dove è data notizia di parecchi libri curiosi. Dell’arte d’imbiondire i capelli parla pure il Calmo in parecchie delle sue lettere, ediz. cit., 1. IV, lett. 6, 31, 46. Vedi anche, per questa e per altre pratiche d’arte cosmetica, Piccolomini, La Raffaella, ovvero della bella creanza delle donne (1539), ristampa di Milano, 1862, pp. 24-31; Ricettario galante del secolo XVI, edito a cura di O. Guerrini, Bologna, 1883, Scelta di curiosità letterarie, disp. CXCV.
[380]. Op. cit., capitoli VII, VIII.