Chè in manco che non se frize una anguella

Ghe n’ho viste de ricche a falir,

Ghe n’ho visto de grasse e sontuose

Vegnir in puochi dì magre e strazzose.

Le berte, le truffe, ecc., già citate, f. 19 v. Dice Francesco Sansovino nella satira A Giulio Doffi:

I poeti somiglian le puttane,

Di quegli è il fin andar a lo spedale,

Di queste in capo a un tempo esser ruffiane.

Sette libri di satire, Venezia, 1560, f. 169 v.

[454]. Invecchiata la cortigiana del Du Bellay, la quale aveva in giovinezza guadagnato ciò che aveva voluto, campa filando, facendo il bucato, trafficando stracci, preparando belletti e acque medicate, vendendo, secondo le occasioni, frutta, erbe, ciambelle, e candeluzze le feste. Per giunta ella soffre di renella, di gotta, di tosse e di qualche altro male. Abita in una stanzetta d’osteria, e ha sulle braccia una figlioletta, bambina ancora. Più d’una cortigiana finì in una di quelle carriuole da rattrappiti, chiedendo l’elemosina per l’amor di Dio. La Pierina dei Germini, che ci si è condotta, dice: