[526]. Non è peraltro da tacere che tra le male usanze delle cortigiane c’era anche quella di simulare gravidanze e parti, e a qual fine s’intende facilmente. La Nanna dell’Aretino poi così parla dell’uso loro di prendere bambine negli ospedali: «e scelta la più bella bambina, che ivi venga, se la allevano per figliuola; e la tolgono di una età che appunto fiorisce ne lo sfiorire de la loro, e gli pongono uno de’ più belli nomi che si trovino, il quale mutano tutto dì, nè mai un forastiere può sapere qual sia il suo nome dritto: ora si fanno chiamare Giulie, ora Laure, ora Lucrezie, or Cassandre, or Porzie, or Virginie, or Pantaselee, or Prudenzie, e ora Cornelie; e per una che abbia madre, come sono io de la Pippa, un migliajo sono tolte da gli spedali». (Ragionamenti, parte I, giornata III, p. 151). La cortigiana del Du Bellay, enumerando gl’inganni che usava agli amanti, dice:
Aucunefois je me faisois enceinte.
[527]. Capitolo VIII.
[528]. Lettera XXI, pp. 38-40, al Tintoretto.
[529]. Lettere XXVIII, pp. 54-7; XXIX, pp. 57-9.
[530]. Lettere XXXIII, pp. 63-4; VII bis, pp. 13-4.
[531]. Lettere X, p. 17; XXIII, pp. 47-8; XXVI, pp. 50-2; XXXIV, pag. 65.
[532]. Lettera XLVI, p. 79.
[533]. Lettera XXIV, pp. 48-9.
[534]. Lettere VII, p. 11; XLIX, p. 84.