[605]. Prose volgari inedite e poesie latine e greche edite ed inedite di Angelo Ambrogini Poliziano, raccolte e illustrate da Isidoro del Lungo, Firenze, 1867, p. 283.

[606]. Opere, Venezia, 1729, t. III, p. 385.

[607]. Ediz. cit., l. II, LXXXVII.

[608]. Ghiribizzi di Mess. Bernabò Visconti signore di Milano, scritti da Girolamo Rofia da S. Miniato, Modena, 1868, pp. 18-20.

[609]. È cosa nota, del resto, che Leone X ebbe speciale avversione agli ordini mendicanti. Cfr. su questo tema del disprezzo onde sono colpiti i frati nel Cinquecento, Burckhardt, Die Cultur der Renaissance in Italien, 3ª ediz. Lipsia, 1877-8, vol. II, pp. 230 sgg.

[610]. Il Cortegiano, l. II, LXXXIX. Questo Serafino è pure tra gl’interlocutori del Cortegiano, l. I, IX. Anche il Garzoni ricorda fra Mariano e fra Serafino quali burlieri eccellenti, Piazza, disc. L, p. 490.

[611]. Alessandro Luzio, Federico Gonzaga ostaggio alla corte di Giulio II, estratto dall’Archivio della R. Società Romana di storia patria, vol. IX, 1887, p. 36. Stazio Gadio, un altro dei famigliari del principe scriveva ad Isabella, informandola del medesimo fatto: «Stette tutto il dì in gran piacer di soni e canti e giochi, poi cenò, e frate Mariano de compagnia, qual fece qualche piacevoleza per far ridere, benchè mal possa scherzare, perchè è mal sano». Ibid.

[612]. Id., ibid., p. 46.

[613]. Id., ibid., pp. 47-9.

[614]. Id., ibid., pp. 69-71.