Che come son levati, immantinente

Sen vanno a far la zuppa nel siruolo.

In quel passo del Tizio anche fra Martino è ricordato quale mangione famoso: ma di lui non si hanno, che io sappia, più particolari notizie.

[624]. Capitolo In lode della sete.

[625]. L. II, XLIV.

[626]. L. I, VIII.

[627]. Lettere facete et piacevoli di diversi huomini grandi, et chiari, et begli ingegni, raccolte da Dionigi Atanagi, Venezia, 1601, l. I, p. 310.

[628]. Ediz. di Cosmopoli, 1606, p. 220.

[629]. P. 413.

[630]. Lettere facete già citate, l. I, p. 167.