Filava il vin, per la paura, forte.

La madre di Buezio avvolta a un osso

Mi dieder prima, che del brodo puro

Aveva ancor la cimatura addosso.

Diedi de’ denti su quel cuojo duro,

(L’un era affaticato e l’altro scosso).

Col culo al scanno e con li piedi al muro.

Allor dissi: — Io non curo

Di questa imbandigion mangiarne troppa.

Ch’io non son uso a pettinare stoppa. —