Gigante d’ambizion, di saper nano;
e soggiunge:
Appena l’a bi ci solo col dito
Ei discerne, e non sa l’indicativo,
Che giunge d’insolenza all’infinito[273].
Questa insolenza mostravano più particolarmente i pedanti nel riprendere altrui, nel censurare le altrui fatiche, in nome delle sane dottrine e del corretto gusto, di cui si stimavano depositarii e tutori. «Vorrei», dice l’Aretino nel Prologo dell’Ipocrito, «levati i pedanti a cavallo, che il sovatto d’una scuriata gli insegnasse il come si fanno l’opre, e non come le si mordono». E son noti quei versi del Boileau:
Un pédant, enivré de sa vaine science,
Tout hérissé de grec, tout bouffi d’arrogance,
Et qui, de mille auteurs retenus mot pour mot,
Dans sa tête entassés, n’a souvent fait qu’ un sot,