Giovanfrancesco Ferrari, poeta bernesco dei men noti, ma non dei meno pregevoli, tesseva un capitolo in lode della pedanteria, e giurava di volersi far pedante, parendogli non ci fosse al mondo stato più comodo di quello.

A me pare un bel che, stando a sedere

Vender le sue parole notte e giorno

E cavarne il vestire, il pane e il bere.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

E poter obedito comandare

A tutti quei di casa, e a la padrona

Star dirimpetto a cena, a desinare.

Ed esser ascoltato, qual persona

Dotta e sacciuta, con attenzione,