In lingua hetrusca il fremito e il romore;
poi si abbandona al furor poetico. Loda le bellezze e gli atti del suo Camillo,
plenissimo inventario
D’ogni egregia et notabil pulchritudine.
si duole dei suoi rigori e della mente
D’una cote Caucasea assai più dura,
lamenta gli inutili donativi, dice l’incendio che lo divora maggior di quello che già distrusse l’antico et superbo Ilio, vede per la prossima morte che lo aspetta
orbato e viduo
Delle lettere humane l’aureo studio;
e si prepara l’epitafio. Chi vuol saperne di più legga i Cantici, chè a noi ora non importa di dirne altro.