L’orrenda bocca e le ganasce infami

Di quel pedante spalancate al sole

Spazzino gli assassin colle pistole

Per farvi alle murelle co’ tegami[339].

Era questo certo il modo più sbrigativo per correggerli di ogni vizio, e, soprattutto, per farli tacere.

Ora i pedanti non figurano più nella commedia, nella novella, nella poesia. Ciò non vuol già dire che non ci sieno; ma hanno alquanto mutato pelo. La loro è razza vivace e di buon nerbo; finchè non le manchi il pane non le mancherà la vita.

UNA CORTIGIANA FRA MILLE: VERONICA FRANCO

PARTE PRIMA

I.

La mattina del 18 di luglio, dell’anno 1574, Venezia era tutta in fervore ed in giubilo: in quella mattina appunto l’antica dominante adriatica doveva accogliere fra le sue mura ed ospitare il giovane Enrico di Valois, duca d’Angiò, e da poco più di tre mesi re di Polonia, il quale, abbandonata clandestinamente la sua buona città di Cracovia, e piantati in asso i suoi fedelissimi sudditi, se ne tornava a piccole giornate in Francia, per cingervi la maggiore corona che Carlo IX, suo fratello, morendo a ventiquattro anni, gli aveva inaspettatamente lasciata.