Che spesso, ove fu pôrta,

Sentì gelida far la man che strinse;

E il seno, onde la gente

Visibilmente di pallor si tinse.

Qui finisce che la donna bellissima si vede, sebbene non una delle sue bellezze sia descritta distintamente; e così pure avviene che di sotto alla rigida e fredda forma marmorea appaja, viva e seducente, la fanciulla del basso rilievo antico sepolcrale[471].

Di questo medesimo procedimento usa assai volte, non per deliberato proposito, ma per naturale impulso il poeta, quando voglia ritrarre singole cose inanimate, o grandi aspetti della natura. Egli non descrive se non con grandissima parsimonia, e preferisce il suggerire al descrivere. Così, per esempio, nella Vita solitaria, la scena del lago

Di taciturne piante incoronato,

si può appena dire che sia descritta; e se noi, dopo di essercela veduta sorgere con tanta evidenza nella fantasia, cerchiamo ne' versi del poeta la ragione di quella evidenza, rimaniamo stupiti nel riconoscere che essa è dovuta, in grandissima parte, a termini ed accenni negativi (non foglia che si crolli al vento, non onda che s'increspi, non cicala che strida, non uccello che batta penna in ramo, non farfalla che ronzi, non voce, non moto), e a un sentimento tutto negativo del poeta, che, sedendo immoto, quasi sè stesso e il mondo obblia; e nel riconoscere ancora che di quelle immagini parecchie non sono immagini ottiche. Così la ridente campagna cui s'affacciava il poeta al tempo dell'amor suo per la Silvia, non è descritta; ma il poeta ce la suggerisce, quando, accennato al cielo sereno, alle vie dorate, agli orti, al mare, al monte, soggiunge:

Lingua mortal non dice

Ciò ch'io provava in seno.