Le vie dorate e gli orti
E quinci il mar da lunge, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Ciò ch'io sentiva in seno[268].
Il Passero solitario, l'Infinito, la Vita solitaria, composizioni tutte della prima giovinezza del poeta, nate, la prima, nell'aprile del 1818, l'altre due l'anno successivo, esprimono in vario modo un sentimento medesimo. Nella prima è la tenerezza che mette ne' cuori la primavera, la quale
Brilla nell'aria e per li campi esulta;
è l'allegrezza delle creature festeggianti il lor tempo migliore. Nell'altre due la contemplazione della natura suscita un pensier panteistico, provoca lo smarrimento dell'anima nell'infinito mare dell'essere:
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.