Quel capo ameno (per non dirgli altro) di Benvenuto Cellini racconta nella sua Vita una curiosa istoria, che fa molto al proposito nostro, e che qui non può essere passata sotto silenzio. Egli aveva, per certe diverse stravaganze, presa amicizia in Roma con un prete siciliano, di molto ingegno, di gran sapere, e assai profondo in negromanzia. Confidato a costui come tutto il tempo di vita sua avesse avuto grandissimo desiderio di vedere o udire alcuna cosa di quell'arte, n'ebbe promessa che ogni sua voglia sarebbe stata appagata, se si sentiva d'animo forte e sicuro, quale richiedeva l'impresa. Una notte, tolti con sè due compagni, se ne andarono nel Colosseo, e quivi il prete, paratosi secondo l'usanza, cominciò a disegnar circoli in terra, a bruciar profumi, a fare scongiuri, e quanto altro abbisognava. Dopo un'ora e mezzo che queste cerimonie duravano, comparvero parecchie legioni di diavoli, tanto che il Colosseo n'era pieno, e Benvenuto, invitato a domandar qualche cosa, domandò di poter essere con la sua Angelica siciliana. Per quella notte non ebbe risposta, e il prete gli disse che bisognava tornarvi un'altra volta, e ch'ei menasse con sè un fanciulletto vergine. Così fu fatto. Ricominciate le cerimonie e ripetuti gli scongiuri, più solenni quelle e più terribili questi, non andò molto che il Colosseo fu pieno di cento volte più diavoli che non ne fossero apparsi la prima fiata. Benvenuto rifece la sua domanda, e n'ebbe risposta che in capo di un mese il desiderio suo sarebbe appagato; ma tanto era il numero dei demonii, e così minaccioso l'aspetto loro, che il prete cominciò a smarrirsi e a tremare, e con lui i compagni, e Benvenuto medesimo. Il negromante allora cominciò a usare modi dolci e soavi, per vedere di licenziare quei maledetti, e raccomandò di bruciare dell'assa fetida. In quel punto, un dei compagni, certo Agnolino Gaddi, il quale era mezzo morto di paura, fu colto da una irresistibile e strepitosa soccorrenza di ventre, la quale, dice Benvenuto (che usa parole più significative e più spicce), ebbe maggior virtù che non l'assa fetida. Benvenuto allora si mise a ridere, e il fanciullo, levati a quel riso gli occhi, disse che i diavoli se ne cominciavano andare a gran furia, e quando venne a sonar mattutino, disse il fanciullo che pochi ancora ne rimanevano e discosto. Dopo un altro po' il prete, Benvenuto e gli altri se ne uscirono dal circolo in cui s'erano tenuti stretti, e senz'altro danno che della paura avuta se ne tornarono alle lor case.

Il diavolo ridicolo è, se non meno tristo in sè, certo meno pericoloso e nocivo del diavolo serio, e facilmente si passa da lui al diavolo dabbene. Dare il predicato di buono al diavolo, il quale è il principio stesso del male, pare che non si possa senza contraddizione patente; e pure gli è un fatto che il popolo immaginò una specie di diavolo buono, contrapposto al diavolo malvagio, e che teologi di professione pensarono a una possibile, o a dirittura necessaria conversione finale dei superbi ribelli.

E qui mi bisogna ricordar di nuovo che non tutti gli angeli caduti avevano peccato a un modo ed erano egualmente malvagi. Molti ce ne furono, secondo afferma Origene, che nella gran battaglia combattuta nei cieli, erano rimasti neutrali, e son quelli di cui Dante dice che

non furon ribelli,

Nè fûr fedeli a Dio, ma per sè foro.

Dante li pone nel vestibolo dell'inferno, insieme con

l'anime triste di coloro

Che visser senza infamia e senza lodo.

E prima e dopo di Dante altri ebbe a dire di loro. Nel corso della sua avventurosa navigazione san Brandano giunse ad un'isola, dove trovò un albero meraviglioso, popolato di uccelli candidissimi, i quali erano appunto angeli caduti, ma non malvagi. Essi non soffrivano castigo; ma eran fuori dell'eterna beatitudine. Ugone d'Alvernia trovò angeli così fatti vicino al Paradiso terrestre, i quali lodavano Dio ed erano senza castigo alcuno la domenica.

Il diavolo dabbene si dà anzi tutto a conoscere come diavolo servizievole; egli ajuta gli uomini nei pericoli e nei bisogni, spontaneamente, senza mala intenzione, e senza chiedere premio alcuno, o contentandosi di piccolissimo compenso. Gli esempii e le prove sono innumerevoli.