Nulla speranza li conforta mai
Non che di posa, ma di minor pena;
ma poco più oltre fa dire a Francesca che il vento alcuna volta si tace[542], e questi riposi del vento non si possono intendere disgiunti da un certo riposo concesso alle anime dannate. La piova del terzo cerchio imperversa sempre ad un modo,
Regola e qualità mai non l'è nova;
ma i dannati
Dell'un de' lati fanno all'altro schermo,
e si volgono spesso[543], e riescono in tal modo a trovare un alleggiamento, sia pur piccolissimo, al loro tormento. Similmente i dannati del cerchio ottavo, sommersi nella pegola ardente, guizzan fuori alquanto ad alleggiar la pena[544]. Per contro i dannati, o almeno i diavoli, possono andar soggetti a un accrescimento di doglia prima ancora del Giudizio universale[545]: dopo il Giudizio, i dannati, rivestiti dei corpi loro, soggiaceranno a pena maggiore[546].
Dante ammette che i dannati possano avere, in mezzo alla spaventosa loro miseria, alcuna consolazione. Francesca e Paolo hanno dallo stare insieme, non accrescimento, ma lenimento di pena. Virgilio invita il discepolo a chiamarli a sè per quell'amor che i mena, ed essi non sanno resistere all'affettuoso grido, e delle lacrime di Dante si mostrano riconoscenti. I dannati cui non bruttarono colpe vili, desiderano, come Ciacco, Pier delle Vigne, Brunetto Latini, Guido Guerra, Tegghiajo Aldobrandi, Jacopo Rusticucci, il conte Ugolino, che la memoria di loro sia rinfrescata o vendicata nel mondo, e Dante promette ad alcuno il suo ajuto. Afferma San Tommaso d'Aquino che l'amore dei congiunti e degli amici non lenisce, ma inacerba i tormenti dei dannati, i quali se ne sentono indegni. Dante non la pensa proprio a quel modo. Cavalcante Cavalcanti, tuttochè dannato, ama il figliuolo, e certo non può essergli grave d'essere amato da lui; Brunetto Latini senza dubbio si allieta dell'affetto che addimostragli Dante.
Che Dante abbia conosciuta la Visio Pauli è più che probabile[547]; che non l'abbia imitata in quella finzione dell'interrotto castigo è, credo, da deplorare. Di quella finzione il meraviglioso suo ingegno avrebbe saputo senza dubbio giovarsi. Con far tacere subitamente le grida disperate dei dannati, con farle poi ricominciare, giunto il termine del riposo, più spaventose di prima, egli avrebbe trovata la via a bellezze poetiche di prim'ordine, degne del poema immortale. San Tommaso forse fu quegli che non gliel permise.