[486]. Per le varie redazioni e per le relazioni che passan fra loro, vedi H. Brandes, Visio S. Pauli, ein Beitrag zur Visionslitteratur mit einem deutschen und zwei lateinischen Texten, Halle, 1885.
[487]. Il racconto varia alquanto nelle varie redazioni della Visione, ma è in sostanza quale l'ho riferito.
[488]. Una ne pubblicò P. Villari, Alcune leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia, nel t. VIII degli Annali delle Università toscane, Pisa, 1866, pp. 129-33; le altre sono inedite. Per notizie circa le versioni volgari di varie letterature, vedi D'Ancona, I precursori di Dante, Firenze, 1874, pp. 43-4, e Brandes, Op. cit., pp. 42-62.
[489]. Uno studio comparativo degli Inferni immaginati dalle varie religioni, non sarebbe certo senza interesse, e importerebbe anche all'argomento nostro; ma tale studio non si può dire che sia stato fatto ancora. Il libro di O. Henne-Am-Rhyn, Das Jenseits, Lipsia, 1881, è assai manchevole, e più è quello di O. Delepierre, L'Enfer, Essai philosophique et historique sur les légendes de la vie future, Londra, 1876.
[490]. Chi desiderasse conoscere un po' più da vicino i termini della questione e le opinioni dei teologi, vegga: Teofilo Raynaud, Heteroclita spiritualia caelestium et infernorum, Opera, Lione, 1665-9, t. XV, pp. 429-31; Vincenzo Patuzzi, De futuro impiorum statu, 2ª ediz., Venezia, 1764, lib. III, c. 12; A. Berlage, Die dogmatische Lehre von den Sakramenten und letzten Dingen, Münster, 1864, pp. 890-902; J. Bautz, Die Hölle, Magonza, 1882, pp. 197-210, e i numerosi scritti speciali registrati dal Graesse, Bibliotheca magica et pneumatica, Lipsia, 1843, pp. 12-3.
[491]. I Cor., XV, 22; cf. Rom., V, 19.
[492]. XVI, 24.
[493]. XIV, 11.
[494]. Apocalypses apocryphae, Lipsia, 1866, pp. 84-69. Notizie concernenti il testo greco ivi stesso, pp. XIV-XVIII. Una versione siriaca si conserva in parecchi codici.
[495]. XII, 1 sgg.