[123]. Kinder- und Hausmärchen, num. 97.

[124]. J. J. Crane trasse dalla Scala coeli di Giovanni Gobio (Juniore), il quale fiorì nella prima metà del secolo XIV, un racconto latino che reca una parte soltanto della fiaba tedesca: Two mediaeval Folk-tales, nella Germania, anno XXX (1885), pp. 203-4. Cf. Du Méril, Études sur quelques points d'archéologie et d'histoire littéraire, Parigi e Lipsia, 1862, p. 454, n. 3.

[125]. Vedi, per esempio, Ralston, Russian Folk Tales, Londra, 1873, pp. 231, 235, 240; Svenska Folk-Sagor och Aefventyr, samlade of Hyltén-Cavallius och G. Stephens, num. 9.

[126]. Veggansi, per esempio, nelle Mille e una notte le novelle del principe Mahmud e di Alì Giobari.

[127]. Ma l'autore del Kharîdat el-agiâib la pone in Occidente, in un'isola del Mar Tenebroso, del qual mare si dirà più innanzi.

[128]. Traduzione e edizione citate, col. 301.

[129]. D'Ancona, I precursori di Dante, Firenze, 1874, p. 34.

[130]. Notisi, per altro, che Dante pone nel Paradiso terrestre i due ruscelli di Lete e di Eunoè, le cui acque procacciano in certo qual modo la vita eterna, non del corpo, ma dell'anima.

[131]. Vv. 5537-45, ediz. del Guessard e del Grandmaison, Parigi, 1860. Nella continuazione inedita del poema si parla di nuovo della fontana di gioventù, ma per tutt'altra occasione, e di quella derivazione non si fa più parola.

[132]. Ediz. del Michelant (Bibliothek des literarischen Vereins), Stoccarda, 1846, p. 350.