[194]. Codex Nasaraeus Liber Adami appellatus, ed. da M. Norberg, Hafniae, s. a. Il testo siriaco è accompagnato da una versione latina: una versione francese in Migne, Dict. des. apoc., vol. I.

[195]. Tradotta pressochè per intero da G. Fuerst, nel Literaturblatt des Orients, anno 1850, nn. 45-46; pubblicata integralmente dal Tischendorf, Apocalypses apocryphae, Lipsia, 1866, e scema, di su un codice ambrosiano, dal Ceriani, Monumenta sacra, t. V, 1868.

[196]. W. Meyer, Vita Adae et Evae, Abhandl. d. k. bayer. Akad. d. Wiss. zu München, I Cl., t. XIV, parte 3ª, 1879. Di questa Vita esistono manoscritti del secolo VIII. Il Meyer istituisce un confronto fra essa e la Vita greca, cui serba il nome di Apocalissi. Le due sono dissimili nella prima metà, molto simili nella seconda. L'editore viene a questa conclusione, che entrambe derivano da un testo unico, opera di un Ebreo anteriore a Cristo, e porge una lista delle traduzioni e dei rifacimenti della Vita latina (pp. 25 sgg.). Vedi inoltre: The Lyfe of Adam; The Lyfe of Adam and Eve; Vita prothoplausti (sic) Ade pubbl. da C. Horstmann nell'Archiv für das Studium der neueren Sprachen und Literaturen, vol. LXXIV, pp. 345 sgg., 353 sgg.; vol. LXXIX, pp. 459 sgg. Intorno a racconti francesi, vedi Moland, Origines littéraires de la France, Parigi, 1862, pp. 72 sgg. Una Vie Adam et Eve in prosa, trascritta nel 1576 da un Jehan Carton, si ha nel ms. M, VI, 7 della Nazionale di Torino. Di Adamo ed Eva lungamente si parla in parecchi capitoli del primo titolo della prima parte delle Istorie di Sant'Antonino, arcivescovo di Firenze. Molte favole riferisce il Fabricio, Codex pseudepigraphus Veteris Testamenti, Amburgo, 1722-3.

[197]. Ricorderò, come degne di particolare menzione, le Istorie di Taberi.

[198]. Nella prima Epistola ai Corinzii, XV, 45 sgg., San Paolo oppone all'Adamo terrestre un Adamo celeste.

[199]. Weil, Biblische Legenden der Muselmänner, Francoforte, s. M., 1845, p. 12.

[200]. Giuseppe Flavio, Antiq. jud., l. I, cap. I, 2; Tertulliano, De carne Christi, cap. 17; Ireneo, Adversus haereses, l. III, cap. 32. Cf. Köhler, Die Erde als jungfräuliche Mutter Adams, nella Germania, anno 1862, pp. 476-80.

[201]. Sermo V de Natali Domini.

[202]. Questa enumerazione è data come di Metodio, vescovo di Tiro nel terzo secolo, ma non se ne ha traccia negli scritti suoi, o a lui attribuiti. Vedi P. Paris, Les manuscrits françois de la Bibliothèque du roi, vol. IV, p. 207. Cf. Grimm, Deutsche Mythologie, ediz. cit., vol. I, p. 470; Adam de octo partibus creatus, Zeitschrift für deutsches Alterthum, vol. XXIII, pp. 353-7; Köhler, Adams Erschaffung aus acht Theilen, nella Germania, anno 1862, pp. 350-4. Nel trattato ebraico intitolato Sefer Yesira, si dice che la testa dell'uomo è fuoco, il cuore aria, il ventre acqua. Commentaire sur le Séfer Yesira ou Livre de la création par le Gaon Saadya de Fayyoum, publié et traduit par Mayer Lambert, Bibliothèque de l'École pratique des hautes études, fasc. LXXXV, 1891, p. 7. Ivi stesso le varie parti del corpo sono messe in relazione con le lettere dell'alfabeto, a ciascuna delle quali è attribuita speciale virtù.

[203]. De placitis philosophorum, l. IV, cap. 4.