[227]. Per le scritture attribuite ad Adamo, a Eva, a Seth, vedi Fabricio, Op. cit.; Ceillier, Histoire générale des auteurs sacrés, vol. I, pp. 464-7; Migne, Dictionnaire des apocryphes, vol. II, coll. 41-2. Nel 1717 fu stampata in Altorf una curiosa dissertazione, opera di non so qual dottore, intitolata Dissertatio de Adami logica, metaphysica, mathesi, philosophia practica et libris. Nel 1722 Daniele Mueller stampò a Chemnitz un Programma de eruditione Adami.

[228]. Parad., XXVI, 124-6.

[229]. L. I, cap. 6.

[230]. Sincello, Chronographia, ediz. di Bonn, 1829, pp. 8-9.

[231]. Homilia 59 in Matheum.

[232]. Levi, Op. cit., pp. 886-7.

[233]. Parad., XXVI, 139-42. Questi versi di Dante non sono già così oscuri come ad altri piacque di renderli, speculandovi intorno. Essi diedero luogo, ciò nondimeno, a varie interpretazioni, e chi volle che il poeta facesse rimanere Adamo nel Paradiso solamente cinque ore, e chi sei, e chi sette, e chi non più di un istante. Ma le parole del poeta sono esplicite e chiare abbastanza: Adamo stette nel Paradiso dalla prima alla settima ora del giorno; e chi sappia che una diffusa credenza faceva durare quel soggiorno sett'ore, non istarà più a questionare se l'ora prima, o la settima, o entrambe, debbano considerarsi incluse nel computo, o escluse da esso. Parlando dei primi parenti, dice Pietro Comestore: Quidam tradunt eos fuisse in Paradiso septem horas (Historia scholastica, Libri Genesis, cap. 24); ed erra il Poletto, quando attribuisce a questo autore la opinione che Adamo fosse rimasto nel Paradiso solamente sei ore; Dizionario Dantesco, Siena, 1885-7, s. v. Adamo. Cedreno ricorda la opinione di alcuni, che facevano rimanere Adamo nel Paradiso dall'ora terza alla nona. (Historiarum compendium, ediz. di Bonn, 1838-9, v. I, p. 12).

[234]. Beda, o chi altri possa essere l'autore dell'opuscolo intitolato Collectanea et flores, dice: Adam vixit annos quindecim in paradiso, Eva quatuordecim: alii dicunt septem. Sincello dice la trasgressione avvenuta nel settimo anno, la cacciata nell'ottavo, tenuta occulta la colpa quaranta giorni. (Op. cit., pp. 13-4). Anche Cedreno segue la opinion dei sett'anni. Nel Chronicon di Teodorico Engelhusen (m. 1434) si legge: «Adam et Eva, sicut creditur, die suae creationis, scilicet sexta die mundi, circa meridiem praevaricati, paulo post circa horam nonam ejecti sunt, et exilium projecti. In quadam tamen antiqua Chronica Treverorum, quae et hodie jacet in Ecclesia S. Matthiae ibidem, legitur septies quaternis temporum annis in paradyso fuisse, et post haec expulsos.» (Ap. Leibnitz, Scriptores rerum brunsvicensium, t. II, p. 979). Il soggiorno di un secolo è ricordato da Cedreno e da alcun altro.

[235]. Ciò che la Bibbia narra di Adamo tentato da Eva, si riscontra in qualche parte con quanto il mito indiano narra di Yami, sollecitato dalla sorella Yama ad altro peccato. Il Yami indiano diventa il Yima iranico. Cfr. Kohut, Die talmudischmidraschische Adamssage in ihrer Rückbeziehung auf die persische Yima- und Meshiasage, in Zeitschrift der deutschen Morgenländischen Gesellschaft, vol. XXV, pp. 59-94.

[236]. Purgat., XXXIII, 61-3; Parad., XXVI, 115-7.