Et Adam à qui fu la pume devée,

Eve l'en fist mengier, qui mal fu enortée,

S'en fu bien Vm ans en prison enfremée.

Qui non si tratta di una leggenda speciale come opina il Reiffenberg (Le Chevalier au Cygne, Bruxelles 1846, Introduzione, pp. XCV-XCVI), ma si allude solo alla dimora di Eva nel Limbo sino alla venuta di Gesù Cristo.

[264]. De rerum humanarum vicissitudine et clade Lindisfarnensis Monasterii, Opera, ediz. Froeben, vol. II, p. 238, col. 2ª. È pur cosa degna di nota che la storia della penitenza di Adamo si legò in Francia al cielo del Santo Graal. V. Le Saint-Graal, ediz. Hucher, Le Mans, 1864-8, vol. I, pp. 452 sgg.

[265]. Vedi Thilo, Codex apocryphus Novi Testamenti, volume I, Lipsia, 1832, pp. 756-68; Ittameier, Die Eliassage, in Zeitschrift für kirchliche Wissenschaft und kirchliches Leben, anno 1883, pp. 416-30, 476-93.

[266]. Ediz. cit., cap. 12, p. 6.

[267]. Opera moralia, paraenetica et polemica, Anversa, 1654, pp. 164-5, 231.

[268]. Nella Istoria di cose memorabili della città di Bologna per uno della famiglia de' Ramponi (ms. della Biblioteca Universitaria di Bologna) Enoch ed Elia diventano a dirittura i custodi del Paradiso: «Et est (paradisus) in Orientis partibus constitutus, quem propter peccatum primorum parentum Helyas et Enoch pro ligno vite cum versatili gladio custodiunt ante fores».

[269]. La identificazione di Elia col misterioso Khidr non è sicura. L'autore del Tarikh montekheb li distingue, e così fanno altri. Khidr fu pure identificato con Enoch.