e quando, facendo il proprio ritratto, esce in questa confessione:
Je ne désir fors que Saint Julien
Et son hostel, dont bon fait trouver l'uis;
De saint George pas grant compte ne tien,
De sa guerre n'est mie grant deduis[396].
Questi esempii provano che non fu il Boccaccio ad attribuire a San Giuliano il poco onesto officio; ma come mai la devota superstizione fu essa condotta ad affidarglielo? Non è troppo difficile il dirlo. Si tenga ben presente che San Giuliano, il quale per far penitenza della involontaria uccisione del padre e della madre, da lui commessa, fondò un ospizio, dove per molti anni accolse liberalmente i pellegrini, è come il santo titolare della ospitalità[397]; si ricordi che la ospitalità nel medio evo fu intesa assai più largamente di quanto a noi possa parere dicevole, e che era in certo qual modo obbligo di cortesia, nei baronali manieri, offrire all'ospite, oltre alla stanza e alla tavola, anche una compagna di letto per la notte[398], e si avrà piena ragione e spiegazione del fatto. Un albergo non si considerò interamente buono se non c'era, diciam così, quel complemento, e San Giuliano che procacciava il buono albergo, procacciava il complemento insiem col resto. S'intende poi come trovatori, troveri, menestrelli, uomini che campavano dell'ospitalità e liberalità altrui, si raccomandassero a San Giuliano per tutto quanto era stato così posto sotto la sua giurisdizione. E certo a tutti i favori che il santo poteva largire pensava Pietro Vidal quando diceva:
Domna, ben aic l'alberc saint Julian,
quan fui ab vos dins vostre ric ostal[399],
e quando il proposito di rimanere in Italia esprimeva in quei versi:
Era m'alberc deus e sans Julias