però che 'l durar suo è [in]terminato
ne mai sarà per rovina finito
se vna vergin non ha partorito.
Il popolo vuole adorare Augusto, che consulta la Sibilla. Segue la visione, e la rovina del tempio. In una scena interposta si rappresenta l'adorazione dei pastori. Fatto certo della venuta del Redentore Augusto ordina pubbliche feste.
Nei Mirabilia si narra che Romolo pose nel tempio della Concordia la propria statua d'oro, dicendo: Non cadrà insino a tanto che una vergine non partorisca; e subitamente precipitò come la Vergine ebbe partorito. Si ricordi a tale proposito ciò che la leggenda racconta degl'idoli di Egitto che tutti precipitarono nei templi, come appena Gesù che fuggiva la persecuzione di Erode, fu entrato nel paese dei Faraoni. Gotofredo da Viterbo parla della statua e del vaticinio alquanto diversamente[653]:
Maxima tunc Romae Capitolica stabat imago,
Cujus in hoc titulo lectoribus acta notabo,
Atque Sibyllino dogmate dicta dabo.
Grandis imago nimis, potuit vix recta levari,
Saepe levata satis, nulla valet arte juvari,