Quin cadat ulterius, nam recidiva cadit.
Unius vitulae tandem datur arte levari,
Cujus et ingenio potuit sic ipsa locari,
Ne cadat ulterius, stetque vigore pari.
Sed nec ad huc populus stabat sub imagine tutus,
Spiritus a statua sic est in plebe locutus:
Cum virgo pariet, tunc et imago cadet.
Giovanni Sarisberiense[654] e Ranulfo Higden[655] dicono che fusa la statua, le gambe parvero insufficienti a sostenerne il peso, e che essendo ciò rimostrato all'artefice, questi rispose la statua avere a durare finchè una vergine partorisse. Alcuna volta è il tempio di Pallade (Panadis) quello che precipita[656]; alcun'altra è la Salvatio, come abbiamo già veduto[657]. In un racconto francese di un manoscritto di Torino l'edifizio che rovina è un palazzo magnifico innalzato da un fantastico Nerone in onor dei suoi numi[658].
Fra i molti segni annunziatori della venuta di Cristo che si ricordano, uno dei principali è la fonte d'olio che si pretende scaturisse in Trastevere, nella Taberna meritoria, allorchè seguì il venturoso nascimento. Se ne parla nei Mirabilia e in altri libri senza fine; ma il primo che le attribuisca il significato che serba di poi è Orosio[659]. Qui ci si presenta un altro caso di usurpazione fatta da cristiani in pro della loro fede. Una vecchia leggenda pagana raccontava che il giorno in cui, dopo aver vinto Lepido, Ottaviano entrò in Roma, scaturì dalla Taberna meritoria una fonte d'olio. Orosio dice essere stato quello un segno e un avvertimento della nascita di Cristo. Il Voragine ne parla come un segno della nascita già avvenuta, e cita una profezia: «Prophetaverat enim Sibylla, quod quando erumperet fons olei, nasceretur Salvator[660]». L'Anonimo Magliabecchiano alla Taberna sostituisce il Templum Ravennanum in quo remanebant omnes servientes in senatu. Battista Fulgoso fa scaturire la fonte in una casa privata[661]. Lo Pseudo Ricordano Malespini confonde cose disparatissime e dice[662]: «..... al tempo di Attaviano Cesere Augusto in Roma si fondò la maggiore di tutte le Chiese, cioè la Casa di mess. Santo Piero Apostolo di Cristo, e tutto quello dì rampollò olio di sotto terra in segno di divina grazia, dopo la morte di messere Santo Piero». Walther von Rheinau dice che la notte in cui nacque il Salvatore fu veduto nascere in Roma un albero, e scaturire da quello un rivo d'olio[663]. Del resto le fonti d'olio sono frequenti nelle leggende, specie ascetiche: di una che scaturì nel mezzo della città di Sorrento fa ricordo Gioseffo Gorionide[664].
Molti altri segni della venuta di Cristo si ricordano, su' quali non mi tratterrò. Onorio Augustodunense nell'Elucidarium ne registra sette; ma altri va sino a ventiquattro[665]. Inoltre uno stesso segno si faceva servire ad annunziare l'impero e la nascita di Cristo: Vincenzo Bellovacense dice sulla fede di Pietro Comestore, nello Speculum historiale[666]: «. . . . . . apparuerunt tres soles in oriente, qui paulatim in unum corpus solis redacti sunt, significantes quod dominium Lucii Anthonii et Marchi Anthonii et Augusti in monarchiam rediret, vel pocius quod noticia trini Dei et unius toti orbi futura imminebat».