[67]. Homeliae in Ezechielem, l. II, 6.

[68]. Questo carme fu pubblicato più volte: nel Supplementum Patrum dell'Hommey, nel v. IV dei Poetae minores del Lemaire, nel Codex Urbis Romae topographicus dell'Urlichs, che lo trae dal De rebus gestis Regum Anglorum di Guglielmo di Malmesbury. L'Hauréau in una Notice sur les mélanges poétiques d'Hildebert de Lavardin, inserita nel t. XXVIII, parte 2ª dei Notices et Extraits des Manuscrits, le ristampa più correttamente che non siasi fatto sinora. Io riproduco la sua lezione.

[69]. Not. et Extr. des manus., t. XXVIII, parte 2ª, p. 334-5.

[70]. Comincia:

Quella virtù che 'l terzo cielo infonde.

È stampata nel volume delle Rime di M. Cino da Pistoja e d'altri del secolo XIV, ordinate da G. Carducci, Firenze, 1862, p. 334-42. In sul principio del Paradiso degli Alberti, composto nel 1389, Giovanni da Prato ricorda i fatti capitali della storia di Roma, e i Romani più insigni, che finge rappresentati da vaghe pitture, insieme con fatti ed uomini d'altre storie, nel teatro d'amore. Scelta di curiosità letterarie, disp. 85-88, Bologna, 1867.

[71]. Il Comparetti (Intorno al libro dei Sette Savii di Roma, Pisa, 1865, p. 10, segg.), attribuisce la grande diffusione del libro al male che vi si dice delle donne, ma anche la connessione con Roma deve avere avuto in ciò la sua parte.

[72]. L. cit., v. 325-44.

[73]. De contemptu mundi, in The anglo-latin satirical poets and epigrammatists of the twelth century edited by Thomas Wright, Londra, 1872, v. II, pag. 92-3.

[74]. Ibid., p. 97.