[79]. Flacio Illirico, Varia doctorum piorumque virorum de corrupto ecclesiae statu poemata, 2ª ediz., 1754, pag. 28, Carmina Burana, p. 65.

[80]. Brinckmeier, Rügelieder der Troubadours gegen Rom und die Hierarchie, Halle, 1846.

[81]. In un racconto di un Zaccaria (Metropolita?), tradotto di siriaco in latino, e pubblicato dal Mai, Scriptorum veterum nova collectio, t. X, p. XIII-XIV, si descrivono le ricchezze e le maraviglie di Roma, e si dice, tra l'altro, che c'erano nella città ottanta statue di dei tutte d'oro, e sessanta d'avorio. Questo racconto è del VI secolo; ma, sebbene parli di tali statue come tuttavia esistenti, si riferisce evidentemente a tempi anteriori. Il Curiosum Urbis e il De Regionibus dicono: Dei aurei LXXX, eburnei LXXIIII (o LXXXIIII).

[82]. Cassiodoro, Variarum, II, 34, ed. delle Opere, Venezia, 1729.

[83]. Id., ibid., I, 21.

[84]. Id., ibid., IV, 51. Cf. II, 39; III, 9, 10, 30, 31, 49. Leggasi inoltre ciò che Cassiodoro dice nel Chronicon: «Dominus Rex Theodoricus Roma cunctorum votis expetitus advenit, et Senatum suum mira affabilitate tractans, Romanae plebi donavit annonas, atque admirandis moenibus deputata per annos singulos maxima pecuniae quantitate subvenit, sub cuius felici imperio plurimae renovantur urbes, munitissima castella conduntur, consurgunt admiranda palatia, magnisque eius operibus antiqua miracula superantur». Nè questa sollecitudine si limita a Roma. In Ravenna Teodorico fa ricostruire la basilica di Ercole (Var., I, 6); essendo stata rubata a Como una statua di bronzo, ordina se ne faccia diligente indagine (ibid., II, 35, 36). Le parole con cui comincia la prima delle due epistole dove di ciò si ragiona sono caratteristiche: «Acerbum nimis est nostris temporibus Antiquorum facta decrescere, qui ornatum urbium quotidie desideramus augere».

[85]. De Rossi, Piante icnografiche e prospettiche di Roma, Roma, 1879, p. 76.

[86]. La popolazione di Roma si mantenne a questo livello circa per tutto il medio evo. Nel XIV secolo essa non doveva passare i 60,000 abitanti. Papencordt, Cola di Rienzo und seine Zeit, Amburgo e Gotha, 1841, p. 14-15. Cf. Gregorovius, Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter, v. VI, p. 710-1.

[87]. Procopio, De bello gothico, III, 26, 36.

[88]. Jaffé, Regesta pontificum, ad a. 556, n. 623, 557, n. 629.